Di bozza in bozzaLa manovra cambia (ancora)

La Lega di Salvini chiede di eliminare Quota 104 sulle pensioni, Forza Italia si oppone all’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi. Palazzo Chigi esclude i prelievi diretti sui conti degli evasori

LaPresse/Roberto Monaldo

Ancora non è arrivata in Parlamento, ma sulla manovra si sta scannando il centrodestra, cioè chi l’ha scritta. Il Consiglio dei ministri l’ha varata il 16 ottobre, da allora si litiga. È stato il leader leghista Matteo Salvini a cercare di riaprire la discussione, chiedendo di eliminare la cosiddetta Quota 104 sulle pensioni (che innalza di un anno l’età a cui si può smettere di lavorare).

Da lì in poi, è partita la lista dei desideri degli alleati, come racconta il Corriere. Forza Italia, tramite il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani si oppone all’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi, dal ventuno al ventisei per cento. Ritocca al Carroccio, che strepita contro la norma per pignorare i conti correnti agli evasori, poi esclusa dalla stessa Giorgia Meloni.

Sono arrivate proteste dai sindacati dei medici, che temono una riduzione fino al dieci per cento della quota retributiva delle pensioni di chi è stato assunto prima del 1996. Cgil e Uil paventano lo sciopero di otto ore e l’Anci, con il presidente Antonio Decaro, chiede di essere convocata perché con i tagli «diventa difficile gestire un Comune».

Di fronte a tutto questo, il ministero dell’Economia ha emanato una nota: «Le indiscrezioni giornalistiche sulla legge di stabilità pubblicate in questi giorni su diversi temi di grande interesse (ad esempio pensioni, tasse, presunti prelievi da conti correnti e altro) sono frutto di bozze non definitive, non diffuse da Mef e dunque da ritenersi non attendibili».

E allora una nuova bozza, con alcune correzioni. Per esempio, niente pignoramento telematico se la cifra da riscuotere è sotto i mille euro. L’ultima modifica è datata 25 ottobre: è stato inserito un comma per finanziare il ponte sullo Stretto, fissa di Salvini. Una «spesa complessiva» di 11,63 miliardi di euro distribuiti fino al 2032.

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