Evoluzione in corsoLa prevenzione delle malattie infettive e la resistenza agli antimicrobici

L’Italia è il Paese che spende di più in antibiotici in Europa. Questi farmaci sono spesso prescritti in maniera inappropriata e l’abuso provoca la comparsa di farmaco-resistenza

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Non è possibile pensare di poter prevenire le malattie infettive del futuro senza affrontare la questione della cosiddetta resistenza agli antimicrobici, ovvero la resistenza che molti microrganismi sviluppano e trasmettono di generazione in generazione ai farmaci, in particolare agli antibiotici, disponibili in commercio e che rende quindi insensibili molte infezioni al trattamento con ricadute importanti sulla morbilità e sulla mortalità. Il nostro paese è particolarmente interessato –  o dovrebbe esserlo –  a questo problema.

In Italia l’eccessivo e ingiustificato impiego di antibiotici a livello umano e veterinario è responsabile per circa 200.000 infezioni resistenti con circa 10.000 morti, mentre in tutta l’Europa si registrano 670.000 casi di infezioni resistenti e 33.000 morti.

L’Italia è il Paese che spende di più in antibiotici in Europa, con una spesa complessiva annua di 787 milioni di euro nel 2021 per 11,5 DDD (la dose media di un farmaco assunta giornalmente da un paziente adulto, con riferimento all’indicazione terapeutica principale del farmaco stesso) per 1.000 abitanti, con ampie differenze geografiche. Infatti le DDD (dose giornaliera definita) per 1.000 abitanti sono 8,7 al Nord, 11,0 al Centro e 15,3 al Sud e Isole. La fascia dei bambini e degli anziani è quella che effettua il maggior consumo. Si calcola che almeno il 24 per cento delle prescrizioni siano inappropriate.

Questi impieghi sono spesso non giustificati dalle patologie per cui vengono prescritti. Ad esempio, l’uso inappropriato di antibiotici di qualsiasi categoria per influenza, raffreddore, laringotracheite acuta, è del 33,1 per cento (27,6 al Nord e 40,7 al Sud), del 30,9 per cento per faringite o tonsillite acuta, del 29,8 per cento per bronchite acuta e del 34,2 per cento per cistiti non complicate.

Questo eccesso di terapie – completamente evitabile – comporta la comparsa di farmaco-resistenza perché i batteri sono in grado di difendersi. Siamo fra i più alti consumatori europei: ben diciotto Paesi europei hanno consumi standardizzati per popolazione migliori dei nostri a livello territoriali e ospedaliero [OSMED 2022]. L’impiego è più elevato nella stagione invernale rispetto a quella estiva con una differenza nel 2018 di circa 10 DDD/1.000 abitanti. Anche nel 2019 si è avuto un picco nell’impiego degli antibiotici nel periodo influenzale anche se, come ben noto, i responsabili dell’influenza sono virus e non batteri e quindi microrganismi insensibili agli antibiotici.

Fra l’altro senza alcuna ragione l’impiego degli antibiotici a brevetto scaduto (i cosiddetti generici) rappresenta solo il 30 per cento delle prescrizioni. Anche il costo degli antibiotici è soggetto a notevoli variazioni con una spesa pro capite di 0,02 euro per l’amikacina e la doxiciclina fino a 0,89 euro per la cefixima [ibidem]. Accanto ai consumi per gli allevamenti intensivi non vanno dimenticate le prescrizioni di antibiotici per gli animali da compagnia che riguardano 6,1 tonnellate di cui il 61 per cento per i cani, il 10 per cento per i gatti e il 29 per cento per altre specie animali [OSMED 2022].

Occorre tuttavia sottolineare che in Italia la situazione è in notevole miglioramento, secondo il rapporto dell’Istituto zooprofilattico di Merano, responsabile del progetto ClassyFarm che gestisce l’impiego degli antibiotici negli allevamenti avicoli, e come racconta Cristina Da Rold in un completo e dettagliato articolo dell’aprile 2023 pubblicato sul Sole 24 Ore di cui consiglio la lettura. In generale l’Italia, secondo il rapporto JIACRA (Joint Inter-agency Antimicrobial Consumption and Resistance Analysis) relativo ai dati raccolti nel 2017, è posizionata al terzo posto, dopo Cipro e Spagna, nell’impiego di antibiotici negli animali destinati al consumo alimentare [Alimenti & Salute 2021].

Silvio Garattini, Prevenzione è rivoluzione. Per vivere meglio e più a lungo, Il Mulino, 176 pagine, 15 euro

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