Quesiti linguisticiDa dove arrivano i pop corn? Risponde la Crusca

L’equivalente italiano sarebbe “(chicco di) mais scoppiato” o “(chicco di) mais saltato”, ma è improbabile che per una voce di uso così comune possa affermarsi un termine sostitutivo

(Unsplash)

Tratto dall’Accademia della Crusca

Si noti che i dizionari dell’italiano considerano popcorn un sostantivo maschile invariabile, attestato in italiano dal 1927 (così unanimemente Zingarelli, Nuovo De Mauro, Devoto-Oli, DISC), prestito non adattato dall’inglese.

In inglese, pop corn è un composto, la cui testa è corn, un vocabolo di origine germanica comune, che risale a una radice indeuropea dalla quale deriva anche il latino granum. Nel senso che ci interessa, l’Oxford English Dictionary OED online definisce corn come ‘the fruit of the cereals’ [il frutto dei cereali]; è particolarmente interessante l’osservazione che segue nel corso della trattazione di questa accezione:

Locally, the word, when not otherwise qualified, is often understood to denote that kind of cereal which is the leading crop of the district; hence in the greater part of England ‘corn’ is = wheat n., in North Britain and Ireland = oats; in the U.S. the word, as short for Indian corn n., is restricted to maize.
[Localmente, la parola, se priva di ulteriori specificazioni, spesso designa il tipo di cereale più coltivato nel territorio; quindi nella maggior parte dell’Inghilterra ‘corn’ equivale a wheat ‘frumento, grano’, nel Nord della Gran Bretagna e in Irlanda equivale a oats ‘avena’; negli Stati Uniti la parola, come abbreviazione di Indian corn, indica solo il maize ‘mais’]

Il corn che appare in pop corn, preparazione di origine americana, indica dunque il mais – o granturco, come ho imparato a chiamare questo cereale negli anni in cui ho acquisito la lingua italiana io. Anche il nome granturco merita un po’ di riflessione. Il cereale in questione è originario del continente americano, dunque non è ovvio spiegare perché sia stato detto “turco”. Il nome mais deriva da una voce del taino, la lingua (oggi estinta) parlata dalla prima popolazione nativa del continente americano incontrata da Cristoforo Colombo dopo il suo sbarco su suolo americano; nei diari di Colombo, scritti in spagnolo, compare la parola nella forma maiz, forma che nel 1519 si trova, insieme alla variante mais, anche in testi scritti in italiano (DELI, s.v.). In seguito si diffonde in italiano anche la denominazione endogena grano d’India, dove India è da interpretare in riferimento alle ‘Indie occidentali’, cioè all’America; si ricordi che anche in inglese nordamericano il cereale è detto inizialmente Indian corn, dove Indian vale ‘nativo americano’. Probabilmente è per la confusione tra India asiatica e “India” occidentale che si producono denominazioni come it. grano di Turchia (1619) e poi granturco (1687), ted. Türkisch Korn, dove turco vale genericamente ‘asiatico’ (l’Asia è chiamata in causa per la confusione tra i due sensi di India / Indie ricordata), e forse anche semplicemente ‘straniero’ (Cfr. DELI s.v. grano, e Friedrich Kluge, Deutsche Etymologisches Wörterbuch, Strasburgo, Trübner, 1905, s.v. Mais).

In ogni caso, la denominazione oggi prevalente in italiano per questo cereale è mais (si veda l’andamento delle due voci mais e granturco dal 1800 al 2019 nei testi in italiano digitalizzati nel progetto Google Books, in Figura 1).

In pop corn, corn ‘mais’ è composto con pop, una voce di origine onomatopeica che secondo l’Oxford English Dictionary online indica “A short abrupt explosive sound [un breve e improvviso suono esplosivo]”. Dunque pop corn, letteralmente, è “mais che fa pop”. L’ideofono pop in inglese è anche alla base del verbo to pop, che ha vari sensi, tra cui quello di ‘scoppiare facendo pop’; to pop corn, letteralmente ‘scoppiare il mais’ si usa per descrivere la preparazione del cibo a base di mais di cui stiamo trattando, chiamato anche popped corn, che potremmo tradurre letteralmente con ‘mais scoppiato’. Nel 1927, una ricetta pubblicata su un giornale del Nebraska (citata nell’OED online, s.v. popped) recitava: “Sprinkle the salt over the popped corn in a large bowl” [spargete il sale sul popped corn in una terrina]. Oggi però il nome più comunemente usato in inglese per denominare questo cibo è pop corn.

Torniamo a corn, la testa del composto. L’Oxford English Dictionary online lo indica come nome “collective singular”. Il termine collective ‘collettivo’ è qui usato in uno dei suoi numerosi sensi (così numerosi che Greville G. Corbett (Number, Cambridge, Cambridge University Press, 2000, p. 117) ha osservato che “these uses are so different that the term has become almost useless” [questi usi sono così diversi che il termine è diventato quasi inservibile]). Quello che l’OED intende è che corn (come l’italiano mais) è un nome cosiddetto non-numerabile, cioè indica qualcosa che è concepito come una massa omogenea, non come una singola entità individuata. I nomi non numerabili, come si capisce anche da questa etichetta che li identifica, sono spesso descritti come nomi non usabili al plurale. Questo non è del tutto vero. In realtà molti nomi di questo tipo possono presentarsi anche in forma plurale, ma in tal caso la loro interpretazione semantica è diversa da quella del rispettivo singolare, e da quella dei plurali di nomi numerabili: mentre il plurale dei nomi numerabili si riferisce a più individui di uno stesso tipo, il plurale dei nomi non numerabili si riferisce a più tipi dell’entità designata dal nome, o a più porzioni tipiche. In sostanza, mentre per es. due libri fa riferimento a due oggetti del tipo ‘libro’, due mais viene interpretato nel senso di ‘due tipi diversi di mais (diversi per origine, proprietà, ecc.)’ o ‘due piatti di mais’ (per es. come ordinazione in un ristorante) o ‘due barattoli di mais’ (per es. in una lista della spesa), ma non nel senso di ‘due chicchi di mais’.

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