IA, digitale e nuovi decretiCome cambia il ruolo delle agenzie per il lavoro in Italia

Claudio Soldà, VP Public Affairs & CSR Adecco spiega sul palco de Linkiesta Festival che bisogna aiutare gli operatori del settore per «strutturare un legame di lungo periodo con il lavoratore». Per farlo, però, serve anche un adeguato sostegno normativo da parte del governo

Ogni mese i numeri mostrano record su record a livello di occupazione, ma i dati sul lavoro sono complessi e bisogna saper scavare a fondo per analizzare la (delicata) situazione italiana. Con questa importante premessa si è aperto il secondo panel “Il lavoro che verrà”, moderato dalla giornalista de Linkiesta Lidia Baratta, con Claudio Soldà, VP Public Affairs & CSR Adecco, come ospite sul palco.  

«Bisogna saper leggere i dati. C’è un numero crescente di richieste del mercato che non riescono a essere coperte. E c’è anche un gap di dieci punti percentuali di differenza tra occupazione maschile e femminile, senza dimenticare c’è il tema dei giovani. Una persona su tre in età lavorativa tra i giovani è inattiva», spiega Claudio Soldà, che ha poi messo in fila una serie di punti dedicati a un possibile rilancio del mercato del lavoro in Italia. 

«Innanzitutto, c’è la necessità di accelerare il percorso educativo e scolastico, dagli Its all’apprendistato professionale. Bisogna poi entrare nelle scuole e lavorare sul percorso di orientamento, legato agli studi e anche alla preparazione al mercato del lavoro. Dal 2000 esiste l’Adecco School che dà un orientamento specifico ai giovani e alle loro famiglie. Molti giovani scoprono solo dopo aver fatto una chiacchierata con qualche operatore l’importanza di avere competenze trasversali che nessuno a scuola ti insegna», dice il VP Public Affairs & CSR Adecco, che ha poi parlato della necessità di aggiornare le competenze delle aziende in base alle innovazioni digitali e alla diffusione dell’intelligenza artificiale.  

Non va sottovalutata, prosegue Soldà, l’importanza, della «costituzione dei servizi per l’impiego che siano solidi e strutturati. Un esempio? Luoghi in cui potersi recare per capire come gestire il mercato del lavoro. L’ultimo punto che vorrei trattare è quello demografico: abbiamo circa duemila richieste al mese che non riusciamo a soddisfare perché non troviamo la persona».

A questo punto, Soldà ha fatto il punto della situazione sulla nuova piattaforma Siisl, la misura di attivazione – implementata dal governo Meloni – nel mondo del lavoro delle persone a rischio di esclusione sociale e lavorativa.  

«Oggi ci sono attorno ai centoventimila iscritti alla piattaforma, e come Adecco deteniamo circa il dieci per cento di questa quota. Gli utenti si iscrivono e scelgono, in base alle loro preferenze, tre agenzie a cui vogliono rivolgersi per orientarsi nel mercato del lavoro. Con Adecco a Palermo abbiamo circa millecinquecento persone, dunque numeri importanti. La piattaforma permetterà inoltre alle persone di facilitare i processi di selezione e inserimento, ma il sistema ha bisogno di essere messo ancora un po’ a punto». 

Per quanto riguarda il nuovo Ddl lavoro, entrato il 7 novembre nel suo percorso parlamentare, il bilancio di Claudio Soldà è positivo: «La norma mira a eliminare una serie di rigidità che toccavano anche noi. Oggi per accedere a un contratto a termine devo indicare la causale, perché nel nostro ordinamento il contratto ordinario è quello a tempo indeterminato. Il resto, come anticipavo poco fa, deve essere giustificato con delle causali, introdotte dal decreto dignità, che erano impossibili da adottare. Speriamo che col nuovo decreto cambi qualcosa».

«Ci aspettiamo – aggiunge – che i limiti percentuali delle somministrazioni – oggi al trenta per cento – non vengano applicati ai lavoratori che con noi hanno un contratto a tempo indeterminato. Bisogna sostenere le agenzie del lavoro per strutturare il legame con il lavoratore in un percorso a lunga durata». 

Il panel si è poi chiuso con una discussione sull’intelligenza artificiale, inserita in un accordo sindacale dopo lo sciopero dei lavoratori del cinema a Hollywood: «L’Ia nel settore sta avendo un’esplosione importante e va tenuta in considerazione. Sul resto del mercato, invece, le aziende a cui ci stiamo avvicinando hanno impostato una richiesta crescente di persone, come il data scientist, che siano in grado di gestire l’intelligenza artificiale. E sta anche aumentando l’esigenza di una formazione dall’interno».