A lungo raggioL’Ucraina si prepara alla guerra d’inverno ostacolando la marina russa nel Mar Nero

Dalla Crimea i russi lanceranno un’ondata di attacchi massicci con missili alle infrastrutture energetiche ucraine non appena le temperature inizieranno a scendere sotto zero. Kyjiv sta usando droni marini e razzi antinave per attenuare lo svantaggio, ma dovrà usare al più presto gli F-16

LaPresse

L’attenzione dei media internazionali si sarà anche spostata sulla guerra di Israele contro Hamas e i timori di un’escalation in Medio Oriente, ma la resistenza dell’Ucraina contro l’invasione russa continua, e si appresta a entrare nel secondo inverno (e nel terzo anno) di guerra. Volodymyr Zelensky ha detto alla popolazione di prepararsi a nuove ondate di attacchi alle infrastrutture energetiche, che aumenteranno durante i mesi più freddi. «Siamo quasi a metà novembre e dobbiamo prepararci al fatto che il nemico potrebbe aumentare gli attacchi con droni e missili alle nostre infrastrutture energetiche», ha detto Zelensky. «La Russia si sta preparando per attaccare l’Ucraina, e qui, in Ucraina, tutta la nostra attenzione deve concentrarsi sulla difesa, sulla risposta ai terroristi, e nel fare tutto il possibile per superare l’inverno e aumentare la capacità offensiva dei nostri soldati». 

Durante i mesi invernali dell’anno scorso Mosca ha lanciato un’ondata di attacchi missilistici alle centrali elettriche e agli impianti di collegamento della rete elettrica ucraina, causando blackout in diverse città e regioni. L’obiettivo dei russi era piegare la volontà di resistenza della popolazione costringendo le persone a restare senza elettricità e riscaldamento durante i mesi più freddi del rigido inverno ucraino. 

Una strategia che ha fallito, ma il Cremlino intende riprovarci. Nelle ultime settimane la Russia ha già attaccato le infrastrutture ucraine più di sessanta volte, un’indicazione evidente che la campagna è iniziata. Il ministro dell’Energia ucraino, German Galushchenko, sostiene che l’Ucraina ha risorse energetiche sufficienti per superare la stagione più fredda, ma sottolinea che tutto dipende da quanto gli attacchi russi riusciranno a compromettere in maniera diffusa la rete di trasmissione, e quindi le forniture per gli utenti.

Galushchenko è convinto che i russi lanceranno un’ondata di attacchi massicci con droni e missili alle infrastrutture energetiche non appena le temperature inizieranno a scendere sotto zero. L’autunno ucraino finora è stato molto mite, ma nelle prossime settimane in molte zone sono previste gelate e un crollo delle temperature sotto lo zero, a partire da Kyjiv.

La Russia è in grado di lanciare questo genere di attacchi con relativa sicurezza grazie al suo vantaggio strategico nel Mar Nero, che gli alleati dell’Ucraina non hanno contribuito a sufficienza a neutralizzare. La maggior parte dell’attenzione di questi venti mesi di guerra si è focalizzata sull’invasione e la controffensiva terrestre, la più grande dai tempi della seconda guerra mondiale. Ma senza il controllo russo del Mar Nero l’occupazione russa dell’Ucraina non potrebbe andare avanti. 

Per le forze armate russe la Crimea è una piattaforma avanzata per lanciare attacchi in profondità in tutto il territorio ucraino, restando per lo più al riparo dal raggio d’azione dei sistemi di difesa ucraini. Come spiega Marc Santora sul New York Times, che segue il fronte del Mar Nero dall’inizio della guerra, senza l’annessione illegale della Crimea nel 2014 non sarebbe stata possibile per l’invasione del 2022 arrivare fino alle porte di Odessa. 

A differenza dei russi, oggi gli ucraini non hanno una flotta di incrociatori da battaglia, cacciatorpedinieri, fregate e sottomarini. Quando la Russia ha occupato la Crimea, la marina militare ucraina ha perso quasi la totalità delle sue navi. Circa cinquemila marinai hanno disertato, e il contingente della marina si è ridotto di due terzi. 

Oggi la penisola è come una enorme portaerei che assedia la costa ucraina: un hub logistico per le forze di occupazione russe, la base per i caccia e gli elicotteri, e una piattaforma di lancio per missili e droni che da quella posizione sono in grado di raggiungere tutta l’Ucraina. Il vice ammiraglio Oleksiy Neizhpapa, comandante in capo della marina militare ucraina, ha spiegato a Santora le enormi difficoltà di Kyjiv nel Mar Nero. «I caccia russi controllano lo spazio aereo sul golfo di Odessa, e la Russia può ancora usare la sua flotta per lanciare missili a lungo raggio contro le città ucraine, minacciando allo stesso modo sia le forze armate che i civili»

Ciò nonostante, l’Ucraina è riuscita comunque a spostare gli equilibri di potere nel conflitto navale. L’uso di droni marini e il crescente arsenale di missili antinave a lungo raggio – insieme all’intelligence occidentale e alle operazioni delle forze speciali ucraine –  hanno consentito a Kyjiv di attenuare lo svantaggio nei confronti dei mezzi molto più potenti della marina russa. 

Tuttavia, non è abbastanza per impedire a Mosca di lanciare la sua campagna d’inverno contro le infrastrutture energetiche ucraine, così come non sono state sufficienti a rompere l’assedio del Mar Nero e a impedire gli attacchi contro le infrastrutture per l’esportazione del grano e dei cereali. Neizhpapa sostiene che i caccia F-16 permetteranno all’Ucraina di ribaltare i rapporti di forza, ma anche se l’addestramento è iniziato, è improbabile che quei caccia diventino operativi sui cieli ucraini prima della prossima estate.

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