Natale mediterraneo Le feste sulla tavola di Cipro

L’isola mediterranea crocevia di culture e culla di antiche civiltà festeggia il Natale, l’arrivo del nuovo anno e dell’Epifania con tanti piatti tipici dolci e salati, alcuni dei quali in comune con i Paesi vicini, prima tra tutte la Grecia

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Il primo incontro con Cipro è caldo, profuma di agrumi e riempie lo sguardo dei colori del Mediterraneo, che dalle spiagge degradano verso il blu profondo del mare. Crocevia tra Africa, Asia ed Europa, in millenni di storia l’isola è stata luogo di incontro di diverse civiltà, che hanno finito per influenzarne fortemente le tradizioni gastronomiche. La cucina cipriota, dunque, è oggi il risultato di suggestioni turche, greche e libanesi – principali “vicini di casa” – con incursioni francesi e inglesi legate alla lunga dominazione britannica.

Quando arriva il periodo delle feste, i membri della famiglia chiamati a preparare il pranzo e la cena si incontrano al mercato e attingono dalla ricca selezione di ortaggi che proliferano sull’isola, grazie al clima mite. Si preparano poi i prodotti da forno e i dolci, che conquistano i palati di grandi e piccini e annunciano l’arrivo delle feste.

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La tavola delle feste di Cipro
In passato il Natale a Cipro si celebrava esclusivamente con la carne di maiale, con salsicce affumicate e sformati cotti nello strutto, immancabili sulla tavola di ogni famiglia. Oggi è facile trovare anche preparazioni a base di agnello, tacchino al forno, pollo oppure carne di cinghiale. Tra le ricette tipiche ci sono il pudding, ripreso dalla tradizione inglese e adattato alla disponibilità di ingredienti locali e l’avgolemono, una zuppa di riso con brodo di carne, uova e succo di limone.

Queste pietanze vengono accompagnate dal koulori, un pane ricoperto di sesamo originario della Turchia (dove si chiama simit), anche se è in Armenia che viene servito principalmente a Natale. Lo si riconosce dalla caratteristica forma a ciambella ed è solitamente croccante fuori e morbido dentro, grazie alla cottura al forno che segue a una veloce sbollentatura in acqua, prima di essere ricoperto dei semini di sesamo.

Chi festeggia in modo più “informale” ma sempre all’insegna della condivisione, inizia il pasto con le meze, abbreviazione di mezedes, ovvero delle piccole porzioni di antipasti che i ciprioti consumano “siga siga” (piano piano) dividendole con i commensali in un’atmosfera conviviale. Esistono più di trenta opzioni diverse che comprendono olive nere e verdi schiacciate, condite con aglio, semi di coriandolo e limone, oppure intingoli come tahini (crema di sesamo) e skordalia (salsa alle noci o patate e aglio).

Immancabili, i kourabiedes fanno parte della tradizione dolce delle feste cipriote nonostante la loro origine sia legata alla Grecia e alla Macedonia. Si tratta di biscotti secchi realizzati con farina, burro e zucchero, mescolati con mandorle tostate intere, cotti in forno e spolverati con zucchero a velo, che vengono cucinati pochi giorni prima del 25 dicembre insieme ai melomakarona, dolcetti aromatizzati alle spezie e immersi in sciroppo di miele.

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Dal Capodanno all’Epifania
Il primo dell’anno, che a Cipro è conosciuto come San Basilio, l’isola mediterranea festeggia con un clima di ottimismo per augurare ai propri cari un nuovo anno ricco di soddisfazioni e prosperità. Per rendere il momento ancora più speciale, in ogni famiglia viene preparata la vasilopitta, un dolce nel cui impasto a base di burro, farina, mandorle, uova e zucchero si nasconde una moneta. Chi la troverà avrà fortuna garantita per i mesi a venire.

La preparazione dei dessert delle feste si prolunga fino all’Epifania quando gli abitanti dell’isola sono soliti fare dei pellegrinaggi in chiesa, pregando per la buona sorte dell’anno a venire. Tornati a casa consumano i loukoumades, delle frittelle dalla forma sferica realizzate con pasta lievitata e poi fritta, farcite con miele oppure sciroppo di zucchero. Ognuno possiede la propria ricetta tramandata di generazione in generazione ed è comune trovare versioni decorate con della cannella, granella di mandorle o con lo zucchero a velo.

Con che cosa si brinda a Cipro?
La cultura del vino è ben radicata nell’isola mediterranea e la produzione del nettare d’uva risale a oltre cinquemila anni fa, data che ha portato molti storici a sostenere che Cipro sia la vera e propria culla dell’enologia dell’area del Mare Nostrum. Tra le varietà autoctone ancora oggi in produzione ci sono lo Xynisteri da cui si ottengono bianchi e il Mavro, impiegato sia per vini rossi che bianchi. Il Commandaria, prodotto ai piedi del massiccio dei Troodos, è invece il vino a denominazione di origine controllata più antico del mondo. Con il suo gusto dolce, viene servito in accompagnamento ai dessert anche a Natale.

Chi invece preferisce pasteggiare con un cocktail, sceglie il Brandy Sour, cocktail tipico di Cipro realizzato con brandy prodotto sull’isola, limoni ciprioti, soda e qualche goccia di Angostura. Si serve all’interno di un tumbler alto colmo di ghiaccio, pronto per diventare il protagonista di un brindisi delle feste con amici e familiari, al motto di “stin igia sas” (alla salute).