Omini dolci e salsicce Il Natale è cosmopolita in Lussemburgo

Mercatini, musica, luci, sapori tradizionali e gusti che vengono da lontano: qui le festività raccontano di un piccolo Paese con tante anime

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Un piccolissimo Stato, che in dicembre si riempie dei colori e dello spirito del Natale. La Capitale si accende di mille lucine, e le vie si animano dei profumi e della vivacità dei tradizionali mercatini. Lussemburgo, stretto tra Francia, Germania e Belgio, ha tradizioni tutte sue, ma ha anche quel misto di anime e di usanze che è tipico delle culture che si aprono agli influssi esterni. Così anche a Natale.

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«Qui in Luxembourg per Natale c’è di tutto un po’, dato che il 55 per cento della popolazione è straniera». Spiega Stefania Toniolo, italiana, che da più di quindici anni vive a Lussemburgo con la sua famiglia. Stefania se ne intende di profumi: le sue Deeva Candles, candele profumate ayurvediche, hanno tantissime fragranze diverse, e a Natale hanno il calore di cannella e zenzero, o di incenso e muschio.

«Qui nei supermercati si trova di tutto, dal pâté de canard al foie gras, dai frutti di mare al cappone, fino alla tipica torta di Natale locale, il baumkuchen». Si tratta di una torta di antiche origini, riservata alle occasioni speciali, matrimoni e solennità, composta di più strati ottenuti avvolgendo l’impasto su una sorta di “spiedo”: il risultato è simile ai cerchi concentrici di un tronco d’albero tagliato, ma dal delizioso gusto di mandorle e cioccolato.

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La tradizione locale era quella di mangiare il träipen, sorta di sanguinaccio locale arricchito con spezie e cipolla: «Con il suo sapore intenso – spiega Stefania – questo salsicciotto viene servito di solito con una purea di mele e patate bollite. Ma non è certo questa l’unica tipicità del posto. Tante delizie si possono assaggiare girando per i mercatini di Natale».

È questo il regno dello street food, dove tra musiche natalizie e profumi di spezie si possono acquistare caldissimi gromperekichelcher, frittelle di patate che si preparano grattugiando le patate crude. Si uniscono prezzemolo, uova, cipolla tritata, sale, pepe, noce moscata e un po’ di farina e si frigge l’impasto, poco per volta, in abbondante olio caldissimo, per ottenere delle squisite crocchette “da passeggio”.

Accanto a queste frittelle, irrinunciabili sono anche le “brioche” sagomate con la forma di un omino, chiamate boxemännercher: si gustano in tutto il periodo dell’Avvento, ed è usanza regalarli ai bambini nel giorno di San Nicola. Glassati di zucchero o ricoperti di cioccolato, questi omini sono fatti di un impasto ricchissimo di burro, e possono essere decorati con uvetta sultanina.

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E per affrontare il freddo pungente, mentre si passeggia tra le bancarelle, niente di meglio di una tazza di egg nogg, derivato dalla tradizione inglese e preparato con latte, panna, vaniglia e rum, o di un bicchiere di glühwäin: quest’ultimo non manca mai sui mercatini, il suo profumo riempie le vie del centro della capitale. Si tratta di un vino speziato, “parente” del nostro vin brulè.

Il glühwäin si prepara con vino rosso (che deve essere buono per non compromettere il risultato), zucchero, cannella, vaniglia in baccello, arancia, chiodi di garofano e, se piace, cardamomo; il vino va fatto scaldare ma non bollire, quindi si aggiungono tutti gli ingredienti, si toglie dal fuoco e si lascia riposare per almeno un’ora, poi lo si riscalda e si serve caldissimo. È un vero elisir contro il freddo, e ha tutto il profumo di un magico Natale.

Piramide di Natale, foto di Marisa04 su Pixabay