Battaglie navaliI missili nel Mar Rosso sono un altro capitolo della guerra di Iran e Russia all’Occidente

I ribelli yemeniti Houti, accusati di colpire le principali compagnie di trasporto, sono in realtà uno strumento nelle mani di Teheran, in sintonia con Mosca, per accendere nuovi focolai e usurare Israele, l’Europa, gli Stati Uniti e i loro alleati

AP/Lapresse

L’Iran spara missili sulle navi che viaggiano verso e da Suez e le attacca con barchini esplosivi col chiaro obbiettivo di chiudere il Canale. E in parte ci sta riuscendo. Le principali compagnie di trasporto a livello mondiale, Maersk, Cma, Cgm, Hapah Lloyd e Msc hanno infatti annunciato che le loro navi circumnavigheranno l’Africa per evitare di essere colpite.

Questa è la notizia vera, gravissima dal punto di vista politico. È invece falsa la voce che riportano le testate che parlano di missili lanciati dai ribelli yemeniti Houti per colpire Israele. Gli Houti infatti sono solo lo strumento dell’azione piratesca, perché sono in toto agli ordini dell’Iran e forniscono le basi di lancio per una azione corsara messa in atto con missili iraniani, guidati da consiglieri iraniani dentro una strategia d’attacco all’Occidente decisa e guidata da Teheran.

Infatti – questo è il punto – non attaccano più solo le navi dirette in Israele, ma quelle dirette o provenienti dall’Europa con la motivazione scadente quanto raffazzonata che battono bandiera di paesi alleati di Israele. Mirano con ogni evenienza al blocco navale.

Per i loro obiettivi in Yemen o nel contrasto a Israele, gli Houti – che fanno parte dell’“Asse della Resistenza” con Hamas e Hezbollah, diretti politicamente dall’Iran – non hanno assolutamente nessuna ragione per strangolare la giugulare essenziale all’Europa, lo Stretto di Bab el Mandeb, porta del Mar Rosso, attraverso il quale passa ogni anno il dieci per cento del traffico commerciale mondiale, il trentatré per cento del trasporto container globale e il dodici per cento del greggio su ventitremila navi commerciali, delle quali duemila sono italiane.

Infatti, nello Yemen è in atto da più di un anno una tregua nella guerra civile e le navi colpite o minacciate non trasportano affatto merci dirette in Israele (solo il cinque per cento del suo commercio passa per il Mar Rosso), ma merci dirette in Europa o provenienti dall’Europa verso e dall’Oceano Indiano, l’estremo oriente e soprattutto la Cina.

Dunque, le conseguenze del blocco dello Stretto di Bab el Mandeb, con lo spostamento degli obiettivi dalle navi dirette in Israele a tutte le navi dirette in Europa, si riverseranno tutte sull’economia europea, perché le navi devono ora circumnavigare l’Africa con un incremento dei costi di trasporto e di assicurazione tra il dieci e il venti per cento che si riverserà sui consumatori europei, oltre che sull’import-export dell’India e della Cina.

Per il diritto internazionale il blocco militare di uno stretto internazionale equivale a una dichiarazione di guerra. Dunque, va preso atto che l’Iran, non i marginali Houti, lo ripetiamo, ha deciso di condurre una nuova “guerra periferica a bassa intensità” contro l’Occidente: il primo atto è stato l’attacco a Israele col pogrom del 7 ottobre e il secondo il blocco militare di Bab el Mandeb. A nulla valgono le dichiarazioni di totale estraneità e di assoluta autonomia degli Houti che provengono da Teheran.

La strategia iraniana evidente, in piena sintonia con gli interessi della Russia, è quella di accendere focolai periferici di guerra per usurare l’Occidente, mentre continua la sua corsa verso la bomba nucleare.

Questo quadro è chiarissimo agli Stati Uniti, che stanno spostando in quest’area la flotta comandata dalla portaerei Eisenhower dallo Shatt el Arab, che dà sul Golfo Persico, verso Bab el Mandeb e che hanno annunciato la formazione di una coalizione internazionale, denominata Prosperity Guardian, per contrastare il blocco iraniano cui aderiscono dieci Paesi. L’Italia ha deciso di inviare nell’area la fregata Virginio Fasan.

È quindi evidente che questa potente flotta internazionale – la Eisenhower con la sua flotta è una sorta di Morte Nera della saga delle Guerre Stellari – non si limiterà a operazioni difensive di scudo antimissile o di contrasto ai barchini esplosivi. Condurrà certamente attacchi missilistici alle basi Houti da cui partono i missili per eliminare strategicamente ogni loro capacità offensiva. L’Iran protesterà vivamente e minaccerà e forse attuerà ritorsioni. Un nuovo scenario incandescente.

Dunque, è molto probabile che si accenderà in Yemen e nel Bab el Mandeb un nuovo focolaio di guerra guerreggiata. Il tutto, a favore dell’asse Iran-Russia che ha palesemente tutte le intenzioni, aprendo questo terzo fronte di attrito bellico, di sviluppare passo dopo passo quell’attacco violento all’Occidente iniziato con il sanguinario attacco all’Ucraina.

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