Interesse comuneL’incontro tra Biden e Zelensky rafforzerà il sostegno occidentale all’Ucraina

A Washington i presidenti di Stati Uniti e Ucraina si vedranno alla Casa Bianca e poi parleranno in conferenza stampa. Intanto la guerra sul fronte est-europeo non ha tregua: nella notte la Russia ha bombardato la regione di Sumy

AP/Lapresse

«La guerra della Russia contro l’Ucraina è una guerra contro tutta l’Europa libera». Le parole di Volodymyr Zelensky alla National Defense University a Washington suonano come un avvertimento a tutti i suoi alleati. Il presidente ucraino è volato negli Stati Uniti per un viaggio diplomatico e oggi incontrerà il presidente Joe Biden, e i membri del Congresso, nel tentativo di superare lo stallo politico sui nuovi aiuti militari americani e rilanciare così la controffensiva ucraina. «Putin vuole dividere l’Europa per la prima volta dalla caduta del muro di Berlino. I ritardi a Capitol Hill sono quello che vuole Vladimir Putin. Quei ritardi gli fanno credere che la libertà e la democrazia siano al collasso», ha aggiunto Zelensky.

L’incontro tra i due presidenti si terrà oggi alle 20.15 ora italiana (a Washington saranno le 14.15). Si vedranno nello Studio Ovale della Casa Bianca e terranno una conferenza stampa congiunta due ore più tardi.

Biden e Zelensky ribadiranno ancora una volta l’importanza del sostegno all’Ucraina in un momento critico, sia sul campo di battaglia sia sul piano diplomatico. E questi due aspetti, quello militare e quello politico, difficilmente possono essere disgiunti: non è un caso che le battute d’arresto della controffensiva Ucraina si sono verificate mentre il sostegno americano alla causa di Kyjiv si è eroso per colpa dei Repubblicani che hanno sabotato l’ultimo pacchetto di aiuti. «Non possiamo lasciare che Putin vinca», diceva Biden la settimana scorsa mentre chiedeva al Congresso un nuovo round di finanziamenti per l’Ucraina. «È nel nostro interesse nazionale e nell’interesse internazionale di tutti i nostri amici. Qualsiasi interruzione nella nostra capacità di rifornire l’Ucraina rafforza chiaramente la posizione di Putin».

Dopo l’incontro bilaterale con il neopresidente argentino Javier Milei e il suo successivo arrivo negli Stati Uniti, Zelensky ha incontrato la direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, proprio poche ore dopo la decisione del Consiglio esecutivo del Fmi di stanziare una tranche di novecento milioni di dollari per l’Ucraina. Georgieva ha detto di essere orgogliosa di ciò che l’Ucraina ha ottenuto in circostanze difficili, in questo anno e mezzo di guerra. L’Ucraina, ha detto, «ha ottimi indicatori. Prevediamo che la crescita del Pil dell’Ucraina sarà del 4,5 per cento quest’anno. Nel terzo trimestre di quest’anno, il Pil è cresciuto del 9,3 per cento rispetto al terzo trimestre del 2022, il che è semplicemente incredibile. L’inflazione è scesa bruscamente al 5,1 per cento a novembre, un sogno per molti paesi che non sono in guerra».

Intanto sul fronte europeo la guerra non ha tregua. Nella notte tra lunedì e martedì la Russia ha bombardato la regione di Sumy, dove sono state avvertite oltre settanta esplosioni, secondo quanto riportato da Ukrainska Pravda.

L’Ucraina ha bisogno di una nuova spinta, soprattutto dopo i risultati poco soddisfacenti dell’ultima controffensiva. Eppure, come scrive il New York Times, quasi tutti gli alti funzionari statunitensi concordano sul fatto che, se la guerra dovesse raggiungere in una lunga fase di stallo nel 2024, il presidente russo Vladimir Putin ne trarrà vantaggio. «Alcuni membri dell’esercito statunitense vogliono che l’Ucraina persegua una strategia cosiddetta “hold and build” – mantenere e costruire –, concentrandosi sul mantenimento del territorio di cui dispone e sullo sviluppo della sua capacità di produrre armi nel 2024. Gli Stati Uniti ritengono che la strategia migliorerà l’autosufficienza dell’Ucraina e garantirà a Kyjiv la capacità di respingere qualsiasi nuova aggressione russa», si legge sul quotidiano americano. Il vertice di oggi dirà molto anche sugli sviluppi strategici del conflitto.