Nuova bozzaLa presidenza di Cop28 alza l’asticella per raggiungere un compromesso sulle fonti fossili

Nel testo circolato oggi, 12 dicembre, compare il termine “transitioning away”, che indica un abbandono dei combustibili fossili a partire da questo decennio, nella speranza di raggiungere le “emissioni nette zero” al 2050. Potrebbe essere questo il compromesso alla base dall’accordo definitivo

Il presidente della Cop28, Sultan Al Jaber (AP Photo/LaPresse, ph. Rafiq Maqbool)

La Cop 28 di Dubai doveva concludersi la mattina di martedì 12 dicembre 2023, ma l’accordo su un testo finale non c’è ancora. Tuttavia, nella serata dell’ultimo giorno in programma è circolata tra i negoziatori una nuova bozza non ufficiale del documento che stava bloccando l’intesa, quello del Global stocktake (Gst). Si tratta dell’inventario delle azioni e delle politiche introdotte fino ad oggi dagli Stati che dovrà costituire la base dei nuovi piani nazionali (Ndc) da presentare nel 2025, cioè a distanza di dieci anni dall’accordo di Parigi. La bozza è stata analizzata dall’associazione Italian climate network (Icn).

Il testo è stato pubblicato ufficialmente sul sito dell’Unfccc la mattina del giorno succisuvo. È perciò arrivata la conferma che la bozza, redatta dalla presidenza emiratina, contiene alcune modifiche rispetto alla bozza dell’11 dicembre, rifiutata dai Paesi più ambiziosi riguardo il contrasto al cambiamento climatico, tra cui Unione europea e Stati Uniti.

Nell’ultimo testo, quello di martedì pomeriggio, non veniva usato il termine “phase-out” (eliminazione graduale) delle fonti fossili e si parlava invece di “riduzione” delle fonti fossili senza sistemi di cattura della CO2 (Ccs, Carbon capture system). «Chiediamo alle parti azioni che potrebbero includere la riduzione del consumo e della produzione di combustibili fossili, in un modo giusto, ordinato ed equo, per raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050», recitava il vecchio documento. 

Nel leak circolato, così come nel testo ufficiale, compare, invece, al posto di riduzione e di uscita il termine “transitioning away”, che di fatto significa costruire l’uscita dai combustibili fossili a partire da questo decennio per raggiungere emissioni nette zero al 2050. Secondo Icn, il testo – probabilmente al centro dei negoziati notturni – sarebbe più ambizioso del precedente. Non forte quanto dire “phase-out”, ma che sembra rappresentare il punto di compromesso più alto visto fino ad ora.

Inoltre, le azioni elencate nel capitolo dedicato alla riduzione delle emissioni non sono più opzionali (“Parties could”), bensì obbligatorie (“Parties should”). Il testo sarebbe quindi più virtuoso da un punto di vista degli obblighi internazionali. Oggi, 13 dicembre, dovrebbe esserci la plenaria finale con cui potrebbe chiudersi ufficialmente la ventottesima conferenza dell’Onu sulla lotta al riscaldamento globale.