Il protagonismo dello spaghettoQuando la pasta diventa l’ingrediente principale

Un “porta sugo”. Spesso consideriamo così le ricette a base di penne o fusilli. Non pensando invece che tutti gli elementi di un piatto concorrono per la sua buona riuscita

In questi giorni la frenesia per il Natale comincia a farsi prepotente, invasiva. Ci sono i regali a cui pensare. E ci sono le tavole da imbandire. Un pizzico di tradizione, qualche nuovo piatto da provare e parenti e amici da accontentare, che, tra intolleranze, allergie e gusti alimentari, diventa impresa ardua mettere d’accordo tutti intorno a una ricetta. 

E se andiamo a nuotare nel mare del web, notiamo come i primi piatti, in Italia, non manchino mai. Neppure a Natale. Anzi, siamo soliti santificare le feste (e le abbuffate) con menu che iniziano sempre da lì. Dalla pasta. Eppure difficilmente si parte dall’ingrediente principe, dalla pasta per l’appunto: si è soliti pensare al ragù, al brodo per accompagnare i tortellini, al condimento che più ci piace. Mai alla pasta. Forse non riusciamo a dare la giusta importanza a questo elemento, lo valutiamo più come un comune e banale “porta sugo”, quando invece è da lì, dalla pasta, che dovremmo iniziare quando pensiamo a un primo piatto da realizzare. 

Questo perché la pasta, se prodotta con tutte le giuste regole, ha un’anima e un sapore ben distinti. Lo sanno bene al Pastificio Agricolo Mancini, dove la pasta è creata da un elemento fondamentale: la terra. Una pasta che profuma di grano e che per questo motivo si fa protagonista delle ricette in cui è coinvolta. Non è una semplice comparsa, ma un qualcosa che emerge e che reclama il suo posto d’onore.

La pasta Mancini nasce, infatti, da colline morbide adagiate nella campagna marchigiana, in provincia di Fermo, dove la coltivazione del grano si alterna ad altre colture, traendo forza e sapore dalla terra stessa e dal lavoro attento di agricoltori e pastai, che con attenzione e scrupolo seguono la Buona Pratica Agricola e un sistema di pastificazione minuzioso, tradizionale e all’avanguardia allo stesso tempo. 

È facile intuire come una pasta di questo tipo abbia il diritto di essere valorizzata al meglio e permette, vista sua la essenza, di trovarsi anche in giochi di sperimentazione, in grado di esaltarne profumo e gusto. Ed è forse questo il motivo che ha spinto il Pastificio Mancini nella creazione di un dialogo creativo con lo chef Piergiorgio Parini. Lui, romagnolo e figlio di contadini, la terra ce l’ha nel sangue. E la sua è una cucina che segue il territorio e si lascia condizionare dalle stagioni, senza per questo risultare mai banale o scontata.

È proprio questa la forza di questo chef che prende in prestito gli ingredienti più poveri e, con tecniche classiche, li ribalta a nuova vita. Lo ha fatto anche con un prodotto semplice e puro come la pasta di Mancini, intuendone la potenzialità e abbinandola a elementi che i più tradizionalisti non prenderebbero neppure in considerazione. E lo ha fatto con il formato di pasta più difficile da realizzare che c’è: lo spaghetto.

Questa è la novità per questo Natale di Pastificio Mancini. Oltre infatti alle confezioni regalo classiche, che prevedono diverse forniture, per tipologia e numero di pasta, questa volta sul sito di Pastificio Mancini è disponibile la confezione regalo III Linee. Tre livelli sensoriali diversi per raccontare il legame Terra-Grano-Pasta e vivere l’esperienza più completa della Pasta Agricola Mancini: una nuova box regalo che contiene una busta da 500 grammi di spaghetti per ciascuna delle tre linee di Pasta Mancini: l’Integrale, la Classica e i Grani Turanici. Un nome evocativo, quello delle III Linee, che vuole mettere l’accento sulla produzione stessa della pasta e sull’idea di pasta agricola: rappresentano infatti le linee sulla terra che tracciano il lavoro nei campi, i fusti che sorreggono le spighe, e la forma degli spaghetti. 

È in questo contesto, in questa atmosfera natalizia, che entra in gioco Pier Giorgio Parini con la sua voglia di sperimentazione. Dentro ogni pacco di spaghetti c’è infatti, abbinata, una ricetta, proprio per riuscire a offrire un’esperienza diversa per ogni tipologia di prodotto, in cui l’essenza del gusto di grano fuoriesce in tre profumi e sapori diversi per ciascuna linea, andando a rendere il piatto un’opera artigianale unica. Ricette dai nomi particolari, che richiamano la dimensione del ricordo e degli affetti: Guardando il mare, La coperta della nonna, Il profumo del sole. 

 

E visto che a Natale siamo tutti più buoni, abbiamo deciso di darvi una piccola anticipazione di quello che potrete trovare nella box III Linee, con una ricetta dello chef,  che in questo caso abbina gli spaghetti della Linea Integrale, decisi e corposi, a ingredienti originali per sentire meglio lo spaghetto: elementi sapidi, come le acciughe e i capperi, con un ingrediente dolce, come il miele. 

 

Guardando il mare

Ingredienti: 

  • Spaghetti Mancini Linea Integrale 
  • Sale 
  • Filetti di acciuga sottolio 
  • Capperi sotto sale 
  • Miele di corbezzolo o di tiglio 
  • Burro 

Procedimento: 

  • Mettere una pentola d’acqua a bollire per cuocere la pasta 
  • Aggiungere il sale ad ebollizione 
  • Nel frattempo in una padella capiente sciogliere il burro con i filetti di acciuga e aggiungere il miele, senza scaldare troppo
  • Scolare e mantecare la pasta nella padella con le acciughe e il miele per meno di un minuto, regolando la mantecata con acqua di cottura a fuoco molto basso
  • Impiattare con una leggera spolverata di capperi tritati sopra. 

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