Frizione a destraLa maggioranza litiga sulle candidature alle prossime regionali

In vista delle elezioni locali i vertici di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia stanno discutendo i nomi da presentare nella corsa a governatore. Il partito della premier vorrebbe qualche concessione in virtù dei nuovi rapporti di forza, ma gli alleati fanno muro

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La destra già litiga sulle candidature alle prossime elezioni regionali. Uno scontro che rischia di mandare in frantumi alcune alleanze annunciate se i leader di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia non riusciranno a trovare un compromesso di qualche tipo. In un’intervista al Corriere della Sera, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolare aveva detto che «bisognerà tenere conto dei rapporti di forza tra i partiti del centrodestra». Ma questo vuol dire dare tanto al partito di Giorgia Meloni e lasciare le briciole a Matteo Salvini e, soprattutto, Antonio Tajani.

«Nessuno parla apertamente di strappo, ma la possibilità che si possa andare al voto divisi in qualche Regione è un’ipotesi che al momento non viene scartata al cento per cento», scrive Luca Monticelli sulla Stampa. La prima regione al voto, in ordine temporale, è la Sardegna, dove il governatore uscente è Christian Solinas, uno dei nomi di punta della Lega. Ma per Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione, dovrebbe fare spazio a Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari. «È il nostro candidato», ribadisce il ministro Francesco Lollobrigida. La discussione è ancora aperta, ma c’è tempo fino a fine mese per decidere.

L’isola andrà alle urne il 24 febbraio e sarà probabilmente determinante per quel che accadrà nelle altre regioni. Parlando alla Stampa, il vice segretario del Carroccio Andrea Crippa dice: «Se in Sardegna Solinas non va più bene e i motivi sono sconosciuti, anche nelle altre Regioni bisognerà rivalutare i candidati presidenti», poi definisce il comportamento di Fratelli d’Italia «un capriccio» e auspica «un passo indietro».

Poi si voterà anche in Abruzzo, Umbria, Basilicata e Piemonte. La Lega in linea di massima preferirebbe la conferma dei presidenti in scadenza, ma non esclude niente. Fratelli d’Italia, dal canto suo, ha meno da perdere, dal momento che l’unico candidato uscente è Marco Marsilio in Abruzzo.

Forza Italia sembra destinata a tenere solo Alberto Cirio in Piemonte, che non sembra in discussione. Ma nel riequilibrio delle forze è molto probabile che il partito perda il suo Vito Bardi in Basilicata. E non sembra che Tajani e i suoi abbiano moolte carte da giocarsi per evitarlo.

Storicamente i partiti di destra procedono uniti, ma le frizioni interne non mancano mai al momento di tirare fuori i nomi – ad esempio la Lega vorrebbe suggerire a Fratelli d’Italia di candidare i propri amministratori nelle Regioni attualmente governate dal centrosinistra, per il 2025, quindi Emilia-Romagna, Toscana, Campania e Puglia, ma il partito della premier rimanderà la decisione su questi territori. Anche sui candidati regionali Fratelli d’Italia, proprio come farà alle elezioni europee, punterà a fagocitare voti e candidati dei partiti alleati.