La controffensivaL’Ue sta preparando un piano di oltre venti miliardi di euro per gli aiuti militari all’Ucraina

Bruxelles vuole superare il veto del premier ungherese Viktor Orbàn creando un fondo speciale per Kyjiv che coordini gli acquisti e fornisca dei rimborsi agli Stati membri

LaPresse

L’Unione europea sta lavorando a un piano per erogare oltre venti miliardi di euro di aiuti militari all’Ucraina, superando il veto del premier ungherese Viktor Orbàn e compensando in futuro gli Stati membri per l’assistenza fornita a Kyjiv. Lo ha rivelato in esclusiva il Wall Street Journal spiegando i dettagli dell’audace piano di Bruxelles. I funzionari europei stanno lavorando alla creazione di un fondo militare dedicato all’Ucraina che riceverebbe inizialmente 6,5 miliardi di euro dal Fondo europeo per la pace, somma alla quale si aggiungerebbero cinque miliardi di euro all’anno dal 2024 al 2027. L’obiettivo è rimborsare i Paesi dell’Ue per gli acquisti congiunti di attrezzature militari, inclusi munizioni, droni e missili per la difesa aerea, destinati all’Ucraina.

Se approvato, il piano permetterebbe il rientro di oltre venti miliardi di euro nei bilanci nazionali degli Stati membri dell’UE, in cambio di un sostegno militare all’Ucraina nei prossimi quattro anni. Già nel 2024, si stima che gli Paesi Ue possano ricevere 7,5 miliardi di euro come compensazione per il loro aiuto militare.

In risposta all’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, l’Ue aveva già erogato 5,5 miliardi di euro tramite il Fondo europeo per la pace per fornire armi, munizioni e sistemi di difesa aerea. Ma nell’ultimo Consiglio europeo di dicembre 2023 il premier ungherese Viktor Orbàn aveva messo il veto al piano europeo di cinquanta miliardi di euro per l’Ucraina (trentatré in prestiti e diciassette in sussidi). Questo nuovo progetto elaborato dalla Commissione è un modo per superare questo ostacolo.

Inoltre il vantaggio di questa operazione è che risolverebbe anche due ulteriori problemi. Da una parte permetterebbe anche ai piccoli Stati membri, con limitate riserve di munizioni, di unire le risorse per acquisti congiunti, contribuendo in modo più significativo al sostegno dell’Ucraina. Dall’altro aiuterebbe anche i grandi Stati membri che stanno esaurendo le loro riserve, rendendo difficile fornire nuovo aiuto significativo a livello nazionale. Per esempio la Germania, che ha aumentato il suo sostegno all’Ucraina su base bilaterale, si è opposta informalmente a pagare quasi un quarto della fattura del Fondo europeo per la pace. E in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Bundestag questo aiuto europeo potrebbe risolvere diversi problemi interni. 

Questa proposta faciliterà il coordinamento tra i governi europei e l’Ucraina per identificare le esigenze materiali più urgenti del paese. E soprattutto garantirebbe una domanda costante di attrezzature militari nei prossimi anni, integrando l’assistenza bilaterale nazionale all’Ucraina e potenzialmente motivando le aziende di difesa europee ad aumentare la produzione di armamenti critici.

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