Design restaurantA caccia di giovani, il nuovo ciclo di cene a quattro mani del BistRo di Aimo e Nadia

Lontano dalla Milano caotica, questo indirizzo ricercato di design e arte contemporanea propone una cucina ottima, un team al femminile e ora anche una serie di guest night

BistRo, Milano

Quando Rossana Orlandi, collezionista e ricercatrice milanese di tanto design di interni degli ultimi vent’anni, decise di aprire il suo spazio in via Matteo Bandello nel 2002, erano ancora pochi quelli che a Milano conoscevano questa via. Uno dei primi concept store nel vero e proprio senso della parola, un grande parallelepipedo su più piani, progressivamente arricchito di singoli oggetti, pezzi di design e veri e propri allestimenti. A ogni Design Week la galleria e spazio espositivo Rossana Orlandi si trasforma in una collezione aperta al pubblico, in rassegna di pezzi unici, scelti dai migliori designer del mondo e collocati in un contesto esclusivo da vecchia Milano, proprio dietro il carcere di San Vittore. E come ogni Mecca del design che si rispetti, è arrivato nel tempo anche un bistrot-ristorante dal carattere eclettico, colorato e internazionale.

Oggi questo spazio è dato in gestione a il Luogo di Aimo e Nadia, quindi al duo di chef e imprenditori Alessandro Negrini e Fabio Pisani che vi hanno giustamente collocato una giovane cheffa. Sabrina Macrì (1996), dopo il diploma si iscrive ad Alma per mettere a punto tecnica e percorso professionali nel mondo della ristorazione. Dopo due anni trascorsi a Venezia, in casa Alajmo presso il ristorante Quadri, è la volta dell’hotel quattro stelle Superior Bio Hermitage, dove lavora presso il ristorante Stube Hermitage. Arriva poi la chiamata dalla metropoli, dal cuore vero e proprio della città, ovvero da Piazza della Scala dove gli chef Negrini e Pisani hanno VOCE, il ristorante all’interno del Museo delle Gallerie d’Italia.

Da Aprile 2022 diventa ufficialmente cuoca del BistRo Aimo e Nadia, potendo finalmente dare il giusto spazio alla propria creatività e inventiva. Nonostante in menu vi siano alcuni classici della tradizione di casa Moroni, come la celebre zuppa etrusca per citare un piatto, il menu è particolarmente rappresentativo della mano di Sabrina, del suo giovane team e della voglia di voler raccontare qualcosa di nuovo nonostante il cappello sotto il quale si rientra abbia il suo giusto peso classico e storico.

A partire da febbraio 2024, una serie di cene a quattro mani con giovanissimi chef italiani conduce il BistRo in una formula più attuale di fruizione che speriamo possa essere di interesse anche per i tanti giovani gourmet presenti sul territorio milanese e non solo. Il primo appuntamento si è svolto lunedì 26 febbraio e ha visto Sabrina Macrì essere affiancata da Chiara Pannozzo, talento in costante crescita e oggi alla guida del Bue Nero a Verona. Chiara e la sua passione per interiora, quinto quarto e fegatini si sono alternate alle più delicate note vegetali di Sabrina, per un botta e risposta a doppie portate divertente e diverso.

È da un po’ di tempo che monitoriamo l’evoluzione della cucina della Pannozzo, che con questa sua passione verso il viscerale e i gusti spinti continua a raccontare una cucina ancora piuttosto di nicchia nel panorama italiano, con un approccio underground, tavolta anglosassone, grasso, che Chiara gestisce con punte di acidità o agrodolce a bilanciare e completare. «Le ricette di questa sera non sono in carta a Verona, quando mi sposto in genere porto in tavola disegni e ricette che ho in mente, su cui magari lavoro a livello creativo da qualche tempo ma che per vari motivi non ho ancora presentato al Bue Nero.

Dipende chiaramente anche da che tipo di confronto si instaura con lo chef con cui collaboro per l’evento, che tipo di serata si vuole andare a creare per cui mi sento più libera con questa modalità di lavoro» ci ha raccontato. «Io invece porterò una serie di piatti più vegetali, con l’intento di andare a smorzare i toni della cucina di Chiara, e che in parte trovate anche nel menu del BistRo. Una ricetta è stata leggermente rivista ma secondo e dolce sono piatti che trovate anche in settimana» spiega Sabrina. Due donne con un grande carisma, con idee positive da cucinare, mangiare e una carriera in piena fioritura. Le altre date non sembrano essere meno interessanti e qui vi lasciamo i prossimi protagonisti.

I prossimi appuntamenti:

25 marzo 2024
Davide Marzullo – chef Trattoria Contemporanea (Lomazzo – 1 stella Michelin)
Cresciuto nel ristorante dello zio e affascinato dai profumi e gli aromi della cucina, Davide Marzullo decide di studiare e di farne la sua professione, il suo sogno. Conclusi gli studi, la sua voglia di continuare a formarsi e mettersi alla prova porta lo chef in diverse cucine blasonate in giro per il mondo, tra cui il ristorante Hibiscus e il The Connaught a Londra, il The Market Place a Como e il Noma di Copenaghen. Oggi Marzullo è la punta di diamante del progetto Trattoria Contemporanea, dove ha portato tutto sé stesso costruendo da zero il concept innovativo di Contemporary Dining.

5 aprile 2024
Arianna Gatti – chef Ristorante Forme (Brescia)
Nata nel 1991 nel cuore dell’Abruzzo, Arianna Gatti si diploma nel 2013 al 18^ Corso Superiore di Cucina Italiana di ALMA. Da qui inizia a lavorare al ristorante di Paolo Teverini a Bagno di Romagna (Fc) e a Bologna presso i fratelli Leoni. Alla fine del 2013 entra a far parte del team del Miramonti l’Altro, il ristorante due stelle Michelin di Concesio (Bs), come souschef. La guida Identità Golose, per l’edizione 2020, le ha assegnato il premio “Migliore sous-chef”. Dal 2023 inizia la sua avventura con Forme Restaurant. Vince il premio “Chef Emergente 2024” nella Guida del Gambero Rosso.

29 maggio 2024
Giovanni D’Alitta – chef Ristorante Elementi (Mezzocorona)
Giovanni D’Alitta ha una storia ventennale nel settore culinario, con esperienze in alcuni dei ristoranti più prestigiosi d’Italia, incluso il Bio Hotel e Stube Hermitage di Madonna di Campiglio dove nel 2019 è stato insignito della sua prima stella Michelin.

Courtesy immagini BistRo Aimo e Nadia

BistRo
Via Matteo Bandello, 14 – Milano

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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