Artista-gatto è da sempre un binomio indissolubile: Pablo Picasso ritrasse più volte il suo famoso Minou, mentre Coussi ispirò il proprio padrone Matisse che dipinse Gatto e pesci rossi nel 1914. Non era però mai capitato che un artista ribaltasse i paradigmi dell’arte, trasformando i nostri amici felini da soggetti ritratti a destinatari finali delle opere. Oggi accade: con Fulvio Morella i gatti diventano persino “collezionisti”.

Al grido All cats are worth a work of art l’artista da tempo propone delle minisculture per pochi, fortunatissimi mici. Si tratta di “topini” in legno di olivo con code e orecchie realizzate in cuoio di recupero. Ovviamente alla base c’è un gatto-muso ispiratore, Morcito, un meticcio che da anni vive con l’artista del legno per antonomasia. Morcito da sempre è il primo estimatore delle opere d’arte realizzate da Morella. L’amore si trasforma in gioia sfrenata quando il legno impiegato è l’olivo. L’artista ha scoperto che alcuni studi dimostrano il perché di questo “amore”. Da un lato, l’acido oleico, abbondante nell’olio di oliva, è anche l’ingrediente principale dei ferormoni che compongono l’odore personale dei felini. Dall’altro, l’olivo è ricco del composto chimico nepetalactone, presente anche nell’erba gatta, che sembra stimolare l’organo di senso olfattorio ausiliario del gatto.
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Durante il lockdown nel 2020, vedendo l’amore del suo Morcito per il legno, l’artista ha realizzato con uno scarto di olivo un’opera appositamente destinata al proprio amico felino. Ha deciso persino di staccarsi in via eccezionale dall’austero astrattismo che caratterizza tutta la sua arte e ha perciò realizzato una scultura che riprendesse la forma di un topo. «I gatti sono nostri fedeli compagni di viaggio», spiega Morella. «Il mio micio apprezza da sempre molto il legno che impiego ed è spesso il primo a “collaudare” le opere… e ha “buon fiuto”. I lavori che seleziona e in cui decide di dormire, sarà forse un caso, ma sono sempre quelli più amati anche dai collezionisti umani. Piuttosto che bruciare gli avanzi derivanti dalla tornitura, ho pensato che fosse giusto premiare il mio gatto con un’opera che per una volta fosse solo sua».

Morcito ha apprezzato molto il Topino n°1 e così Fulvio Morella è arrivato alla conclusione che anche i gatti meritassero un’opera d’arte. Negli anni l’artista ha realizzato altri pochi esemplari, dotati ciascuno di una propria preziosa scatola, simile a quelle in cui colloca le opere destinate ai propri collezionisti “umani”. Ovviamente i Topini di Morella non sono in vendita e vengono realizzati esclusivamente a partire dagli scarti del legno e del cuoio (vecchie cinture). Sul suo profilo Instagram (@tornituramorella) tra i reel possiamo così scoprire i video dei fortunati “amici” gatti che hanno ricevuto in dono la loro prima opera d’arte.