Venezia libertinaL’unica escape room interna a un hotel che fa rivivere la fuga di Casanova

A Palazzo Nani, nel capoluogo veneto, un tuffo nel passato grazie a un’iniziativa del Radisson Collection Hotel. Tra i fasti di un’antica struttura nobiliare, gli invitati dovranno aiutare lo scrittore a evitare il carcere... prima che termini il tempo a disposizione

courtesy of Radisson Hotel

Venezia in purezza. È questa l’esperienza privilegiata offerta – solo per i clienti – dal Radisson Collection Hotel a Palazzo Nani Venice, in due preziosi appuntamenti fissati per il mese di marzo (precisamente per i giorni 1 e 7): sentirsi contemporanei di Casanova in un palazzo nobiliare in cui l’avventuriero settecentesco avrebbe potuto davvero soggiornare, per di più in un contesto urbano a malapena scalfito dal tempo e dalla piaga dell’overtourism. Palazzo Nani, affascinante sede di un hotel perfettamente restaurato dopo ventidue mesi di lavori filologicamente inappuntabili, sorge nel sestiere di Cannaregio, in una posizione miracolosamente comoda, eppure indenne dall’invasione turistica, come una nicchia scavata in quel tempio dell’architettura storica che è Venezia.

courtesy of Radisson Hotel

Ed è proprio lì, al terzo piano del palazzo cinquecentesco, che, all’interno di Icon Project, iniziativa globale di Radisson Group che riguarda alcuni selezionatissimi hotel, per i citati weekend è disponibile la più originale tra le cinquantadue stanze destinate agli ospiti: una speciale escape room incentrata sulla fuga dal carcere del libertino veneziano. «Casanova è evaso dalla prigione dei Piombi a Palazzo Ducale e deve fuggire da Venezia prima di essere catturato. Le guardie della Serenissima lo cercano in tutta Venezia, ma lui si è nascosto a Palazzo Nani grazie alle sue amicizie e conoscenze personali», è l’incipit della storia narrata da un redivivo Casanova sull’ingresso della escape room.

E così, dietro la porta di quelle che in tempi normali sarebbero tre stanze, tra cui la suite presidenziale, impreziosita da luminosi affreschi, gli invitati vengono “catapultati” nella Venezia di un tempo, con un obiettivo: rubare i documenti del nobile Nani (che si sente dormire rumorosamente dietro la porta dell’ultima stanza) e trovare il lasciapassare con cui Casanova potrà lasciare la città. Trovarli richiede però di risolvere enigmi, confrontare mappe, comporre puzzle da decifrare leggendoli al contrario, perfino consultare le tavole alchemiche (Casanova fu esoterista e alchimista), in una lotta contro il tempo che stimola e diverte, come una delle provocazioni intellettuali del Casanova stesso che, oltre a essere un tombeur des femmes, fu un raffinato traduttore dell’Iliade in veneziano e in toscano

courtesy of Radisson Hotel

Questo non significa né che i compiti siano eccessivamente complessi né, per converso, che non richiedano impegno. Al contrario: l’equilibrio tra la concentrazione e il divertimento della caccia all’indizio seduce, è il caso di dirlo, gli adulti e li sorprende come fossero bambini. Per di più occorre davvero darsi da fare per riuscire a ottenere il lasciapassare in tempo utile (chi scrive ci è riuscito a meno tre minuti dal termine, ma che eccitazione!). La sfida è soprattutto con se stessi, e il tempo a disposizione vola, compiendo una ulteriore magia, in un palazzo che già da solo riporta i suoi ospiti in una dimensione acronica in cui il passato e presente, come l’arte e la storia, si incrociano: quella di far concentrare le persone su un’esperienza live e condivisa per oltre un’ora senza che mai sentano la necessità di guardare il telefonino.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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