Un salto in AfricaSpagna e Unione europea in Mauritania per arginare l’immigrazione ma anche la voracità russo-cinese

Sulla linea dei recenti viaggi di Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen, anche Pedro Sánchez incontra i governi di Mauritania e Senegal. In ballo, oltre alla forza lavoro c’è la produzione di energia

Il capo della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, sono in Mauritania per firmare una serie di accordi sui temi dell’immigrazione e dell’energia.

Secondo Frontex l’agenzia europea per le frontiere, e il ministero degli Interni spagnolo il numero di persone che rischiano la vita in questi viaggi disperati dalle coste dell’Africa occidentale alle isole Canarie è aumentato drammaticamente nell’ultimo anno. I dati mostrano che a gennaio 7.270 persone sono sbarcate clandestinamente rispetto alle 566 dello stesso mese del 2023.

Il paese dell’Africa occidentale, con il suo vicino meridionale, il Senegal, è un importante punto di imbarco per migliaia di persone che cercano di raggiungere il territorio spagnolo. L’anno scorso Frontex ha registrato infatti 380.000 attraversamenti irregolari delle frontiere, il numero più alto dal 2016.

Con le elezioni del Parlamento europeo imminenti a giugno e l’irrigidimento della retorica anti-immigrazione in molti Stati membri, l’UE sta cercando di rafforzare i legami con Tunisia, Egitto e ora Mauritania come parte di una politica volta a creare alleanze strategiche.

Oltre a cercare modi per arginare il numero dei migranti, l’obiettivo è creare percorsi legali per i migranti, di cui è palese la necessità per occupare posti di lavoro in paesi con popolazioni che invecchiano.

La gestione dell’immigrazione è la chiave per il futuro dei ventisette, ha detto il capo di Frontex, Hans Leijtens, che ha anche ribadito che deve rimanere fondamentale che i diritti umani continuino a essere parte principale del nostro DNA.

«Il fenomeno è globale. Dobbiamo gestire l’immigrazione perché non possiamo far fronte a una migrazione non gestita verso l’Europa», ha affermato Leijtens. La principale criticità, secondo il funzionario rimane quella dei rimpatri effettivi ed è «fondamentale riuscire a essere più efficaci per ricostruire la fiducia degli europei».

Sotto il predecessore di Leijtens, che si è dimesso dimise tra le polemiche Frontex ha affrontato molteplici accuse di coinvolgimento in violazioni dei diritti umani.

Ma la trasferta in Mauritania è anche l’occasione per portare a casa accordi strategici sul tema dell’energia tra Mauritania, Spagna , UE e Banca europea per gli investimenti, il braccio finanziario dell’UE. .

Investire nelle infrastrutture africane è stato a lungo visto come il modo messo in atto da Cina e Russia per mantenere una influenza sul continente e ora ma l’UE è sembra aver inteso che per rafforzare la sicurezza nell’Africa occidentale, è necessario tornare a essere presenti e dialoganti. 

Il percorso verso una partnership con la Mauritania è stato aperto lo scorso ottobre, quando l’UE e Ghazouani hanno elaborato piani per investimenti esteri interni per aiutare il paese a intraprendere politiche green e a e sviluppare nuove fonti energetiche, tra cui idrogeno, solare ed eolico.

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