L’anti-diplomazia di DonaldStoltenberg ha risposto a Trump dopo le parole pericolose sulla Nato

L’ex presidente da un comizio in South Carolina ha rivelato di aver detto ai leader dell’Alleanza che incoraggerebbe la Russia a fare «quel che diavolo vuole» a tutti i Paesi membri che non rispettano le linee guida di spesa per la difesa. Per il segretario generale, queste dichiarazioni «minano la sicurezza» di americani ed europei

AP/Lapresse

«Uno dei presidenti di un grosso Paese si è alzato in piedi e ha detto: “Se non paghiamo e veniamo attaccati dalla Russia, ci proteggerete?”. E io: “Non avete pagato, siete morosi! No, non vi proteggeremo. Infatti, li incoraggerei a farvi quello che diavolo vogliono. Dovete pagare il conto”».

Le parole di Donald Trump, sabato sera ad un comizio a Conway, in South Carolina, hanno suscitato dure critiche in Europa. Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, ha risposto che la Nato è «pronta e in grado di difendere tutti gli alleati» e che le dichiarazioni di Trump «minano la sicurezza» di americani ed europei.

Trump ha detto di aver riferito agli alleati che avrebbe «incoraggiato» la Russia ad attaccare qualsiasi membro della Nato che non riuscisse a raggiungere l’obiettivo dell’alleanza del 2 per cento del proprio Pil.

Il presidente Joe Biden ha definito i commenti di Trump «spaventosi e pericolosi», suggerendo anche che così intendeva dare al presidente russo Vladimir Putin «il via libera per ulteriori guerre e violenze».

Il commissario Ue Thierry Breton ha riferito che, nel 2020, l’allora presidente americano avrebbe detto ai vertici europei: «Se l’Europa viene attaccata, non verremo mai in vostro aiuto». Ma ieri è andato oltre, dichiarando che per spingere gli alleati americani a «pagare» li avrebbe avvertiti di essere pronto a incoraggiare il nemico ad attaccarli.

In South Carolina, dove Trump ha pronunciato queste parole, oggi inizia il voto anticipato nelle primarie repubblicane in cui vuole sconfiggere definitivamente l’ultima rivale, Nikki Haley.

Trump ha sostenuto che con i suoi metodi sarebbe riuscito, da presidente, a far pagare «centinaia di miliardi di dollari» ai Paesi membri dell’Alleanza atlantica «quasi in bancarotta». Ha ricevuto i più grossi applausi mentre diceva: «Sento dire che preferivano Obama. Ci credo: non chiedeva niente! Eravamo il Paese più stupido del mondo e non lo saremo più». E poi ha detto di voler fare un «accordo» per risolvere la guerra in Ucraina.

Le sue parole arrivano due giorni dopo l’intervista di Putin al commentatore trumpiano Tucker Carlson in cui il presidente russo suggerisce che gli Stati Uniti dovrebbero «fare un accordo» per porre fine alla guerra in Ucraina cedendo alcuni territori alla Russia. Mentre al Congresso i repubblicani, incoraggiati da Trump, hanno bloccato un accordo bipartisan sull’immigrazione che includeva gli aiuti a Kyjiv. L’ex presidente si è opposto anche ad una bozza di legge che ora cerca di far passare 95 miliardi di aiuti a Ucraina, Israele e Taiwan separandoli dalla legge sull’immigrazione.

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