La retorica di Donald Trump mette in pericolo i soldati europei e americani. L’accusa di Jens Stoltenberg, Segretario generale della Nato, arriva da Bruxelles, dove si sta svolgendo il vertice dei trentuno ministri della Difesa. Stoltenberg non ha fatto cenno alla «minaccia» che agita il Congresso americano in queste ore, ma si è concentrato soprattutto sulle parole di Trump, che da anni si è fatto oppositore dell’Alleanza Atlantica: «Non dovremmo minare la credibilità della deterrenza della Nato, è una di quelle cose che deve rimanere sempre nella mente dei nostri nemici».
I numeri rappresentano la migliore risposta possibile alle mosse di Vladimir Putin: nel 2023 c’è stato un aumento record delle spese militari complessive, fino a seicento miliardi di dollari, l’undici per cento in più rispetto al 2022 e entro quest’anno almeno diciotto Paesi membri su trentuno raggiungeranno la quota di investimenti per la difesa pari al due per cento del Prodotto interno lordo. Al momento sono undici: Polonia (3,9 per cento), Stati Uniti (3,49 per cento), Grecia (3,01 per cento), Estonia (2,73 per cento), Lituania (2,54 per cento), Finlandia (2,45 per cento), Romania (2,44 per cento), Ungheria (2,43 per cento), Lettonia (2,27 per cento), Regno Unito (2,07 per cento), Slovacchia (2,03 per cento). L’Italia è tra i ritardatari, con una quota pari all’1,46 per cento del Pil non sembra in grado di raggiungere il due per cento entro la fine dell’anno. Ma complessivamente in Europa è atteso un incremento degli stanziamenti pari a trecentottanta miliardi di dollari, che costituirebbe i due per cento complessivo del Pil continentale: un decennio fa, la cifra di spesa era di duecentotrentacinque miliardi di dollari, pari all’1,47 per cento del Pil.
Per Stoltenberg queste evidenze sono quindi anche una sorta di rimprovero per Donald Trump, anche se solo in maniera indiretta: le decisioni di bilancio seguono procedimenti lunghi, vengono prese nell’arco di mesi, è difficile immaginare che la dichiarazione di Stoltenberg sia una replica a cose dette da Trump nel weekend. Più probabilmente è una risposta alla crescente minaccia russa e alla necessità di sostenere l’Ucraina con gli armamenti in una guerra che, secondo le previsioni, durerà almeno fino al 2025.
L’unico rimprovero che il Segretario generale fa all’Europa è diretto all’Unione europea: «L’Unione non può difendere l’Europa. L’ottanta per cento delle spese per la difesa della Nato provengono da alleati non appartenenti all’Unione europea», ha detto.