Legge storicaIl Parlamento Ue ha approvato l’AI Act, per regolamentare l’intelligenza artificiale

È il primo impianto normativo al mondo di questo tipo e i provvedimenti di Bruxelles fisseranno uno standard globale per le misure che adotteranno altri Paesi

AP/Lapresse

Ieri il Parlamento europeo ha approvato l’AI Act, la prima legge al mondo per regolamentare l’intelligenza artificiale. Con cinquecentoventitré voti favorevoli, quarantasei contrari e quarantanove astenuti, l’Eurocamera ha dato il via libera alla prima legge al mondo che fornisce una cornice legislativa allo sviluppo e all’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale.

In questo modo l’Unione diventa la prima grande organizzazione politica a stabilire regole per questa tecnologia emergente. Bruxelles è già un punto di riferimento per la regolazione dell’economia digitale, dopo l’introduzione del Regolamento generale per la protezione dei dati (Gdpr), il Digital Markets Act e il Digital Services Act.

Prima di entrare in vigore il testo – originariamente proposto dalla Commissione europea nel 2021, ma aggiornato più volte a causa dei recenti sviluppi tecnologici – dovrà essere approvato dal Consiglio dell’Unione europea, ma c’era già stato un accordo politico sui contenuti della legge a dicembre, con un negoziato durato trentotto ore. Per cui non dovrebbero esserci nuovi intoppi. Ad aprile il testo dovrebbe essere adottato, per entrare in vigore già alla fine dell’anno.

Questo regolamento, scrive Politico, vieterà alcune applicazioni di intelligenza artificiale come il punteggio sociale algoritmico e le pratiche di sfruttamento, e stabilirà regole rigide per altri sistemi di intelligenza artificiale utilizzati in situazioni considerate “ad alto rischio”, come l’istruzione, il lavoro o la gestione delle infrastrutture critiche. L’obiettivo quindi è indicare le modalità con cui è consentito usare i sistemi di intelligenza artificiale per tutelare la privacy e gli altri diritti dei cittadini europei.

Ad esempio, scrive Federica Basso sul Corriere della Sera, «le immagini e i contenuti audio o video artificiali o manipolati (i cosiddetti “deepfake”) dovranno essere chiaramente etichettati come tali e sono previsti obblighi precisi per gli usi dell’IA nei processi democratici come nel caso di sistemi usati per influenzare le elezioni. Inoltre i consumatori avranno diritto a presentare reclami e a ricevere spiegazioni rilevanti».

«Stiamo regolamentando il meno possibile, ma quanto necessario», ha commentato il commissario al Mercato interno e al digitale Thierry Breton. Il correlatore della commissione per le Libertà civili, il liberale romeno Dragos Tudorache, ha detto che l’Unione europea ha «collegato per sempre il concetto di intelligenza artificiale ai valori fondamentali che costituiscono la base delle nostre società».

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