Cosmic GardenUn omaggio alla bellezza pluralistica dell’artigianato indiano (fatto da donne)

Arriva per la prima volta in Italia, in occasione della sessantesima esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, una mostra che valorizza le tradizioni artistiche e artigianali indiane, realizzata in collaborazione con le donne della Chanakya School of Craft

Manu Parekh, Meditation on Moon, 2023 (ph. Abner Fernandes. Courtesy the Artist; Chanakya Foundation © Manu Parekh)

Curata da Maria Alicata e Paola Ugolini, la mostra Cosmic Garden si presenta nelle stanze del Salone Verde – Art & Social Club di Venezia, dal 20 aprile al 24 novembre 2024, con l’obiettivo di mettere in risalto alcune tecniche artigianali tipiche dell’India, come il ricamo e il lavoro manuale. Un’esposizione che va oltre i confini artigianali convenzionali indiani, storicamente destinati al lavoro manuale maschile, per creare un linguaggio artistico innovativo che guarda al futuro e all’empowerment femminile.

Cosmic Garden nasce da un proficuo dialogo tra gli artisti indiani Madhvi Parekh e Manu Parekh, e dalla collaborazione con Karishma Swali, direttrice artistica della Chanakya School of Craft, con sede a Mumbai. Un istituto non profit impegnato nell’emancipazione della donna attraverso l’insegnamento del ricamo, la seconda industria istituzionalizzata più importante dell’India, tradizionalmente tramandata solo di padre in figlio. Grazie alla Chanakya School of Craft, tali conoscenze, vengono oggi insegnate anche alle donne, offrendo loro la possibilità di apprendere un mestiere, emanciparsi e diventare indipendenti. 

Arriva così, per la prima volta in Italia, una collezione saggiamente curata per abbracciare un approccio multidisciplinare, smantellare le gerarchie ideologiche radicate nel mondo dell’arte e della cultura indiana e puntare i riflettori sulla reinterpretazione contemporanea delle tecniche artistiche tradizionali del paese.

© Karishma Swali & Chanakya
Foundation

Cosmic Garden assimila i dipinti di Madhvi Parekh, che spesso ritrae le gesta della dea Druga, una guerriera a dieci braccia che sconfigge il demone Mayasura, sottolineando la connessione tra donna e divino; le opere di Manu Parekh, che abbraccia elementi del modernismo occidentale e dell’espressionismo astratto, lavori caratterizzati da linee spezzate, strisce, croci e motivi floreali che incarnano l’armonia cosmica delle energie maschili e femminili; e i ricami di trecentoventi artigiane qualificate della Chanakya School of Craft, che hanno concettualizzato e interpretato queste opere attraverso rivisitazioni tessili, meticolosi ricami e nuove tecniche artigianali, utilizzando materiali organici come lino grezzo, iuta, seta e cotone. Il risultato è una mostra che porta in sé un vero atto concettuale attraverso un dialogo creativo e un processo di metamorfosi e ibridazione artistica, che dà forma a una serie di arazzi tridimensionali, totalmente realizzati a mano con centinaia di punti differenti, superando i limiti dell’artigianato.

Photo Abner Fernandes. Private Collection. Courtesy the Artist; Chanakya Foundation. © Manu Parekh

La mostra è supportata da Dior che, con Maria Grazia Chiuri, direttrice artistica delle collezioni donna, dal 2016 sostengono la fondazione Chanakya School of Craft collaborando su diversi progetti sia artistici, che sartoriali tra cui la realizzazione della sfilata Dior Couture primavera-estate 2022, con la duplice missione di salvaguardare il patrimonio culturale indiano ed esprimere al massimo l’infinito potenziale dell’artigianato. Ad oggi, la scuola ha insegnato a più di mille donne, di tutte le età e di tutti i contesti socio-economici, formando una forte comunità di esperte nel settore.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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