AllonsanfànLa Francia è il primo paese al mondo a inserire il diritto all’aborto nella Costituzione

In un congresso straordinario a Versailles, il Parlamento francese ha votato con una larghissima maggioranza per inserire l’interruzione volontaria di gravidanza nell’articolo trentaquattro della carta costituzionale. La revisione sarà ratificata l’8 marzo

LaPresse

La Francia è diventato il primo paese al mondo a inserire il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza nella propria Costituzione. La decisione è stata presa dal Parlamento francese con una schiacciante maggioranza di settecentottanta voti a favore contro settantadue, in un Congresso straordinariamente convocato a Versailles il 4 marzo 2024. «La legge determina le condizioni alle quali si esercita la libertà garantita alla donna di ricorrere all’interruzione volontaria della gravidanza» è il testo approvato e verrà inserito all’articolo trentaquattro della Costituzione francese, quello che definisce le aree in cui il Parlamento ha il potere di legiferare, stabilendo i limiti della sua competenza legislativa. 

L’inclusione dell’aborto è la venticinquesima modifica costituzionale dal 1958. La ratifica è prevista per l’8 marzo 2024, in coincidenza con la Giornata internazionale dei diritti delle donne, durante una cerimonia aperta al pubblico presso il ministero della Giustizia. Questo gesto simbolico sottolinea l’impegno della Francia nei confronti della parità di genere e dei diritti delle donne. Questo voto è arrivato dopo un iter parlamentare durato diciotto mesi. Per la prima volta nella storia una donna ha presieduto una riunione del Congresso a Versailles, la presidente dell’Assemblea Nazionale, Yaël Braun-Pivet.

La legge sull’IVG in Francia ha attraversato diverse fasi dal suo primo riconoscimento nel 1975 con la legge Veil, che autorizzava l’aborto per un periodo inizialmente limitato a cinque anni, fino alla sua definitiva istituzionalizzazione nel 1979. Negli anni, la legislazione ha subito varie modifiche per ampliare l’accesso e la copertura dell’interruzione volontaria di gravidanza, inclusa l’estensione del termine legale per l’aborto da dieci a dodici settimane nel 2001 e l’abolizione del periodo di riflessione obbligatorio nel 2016.

 

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