Intrecci culturaliI designer internazionali che celebrano il rapporto tra i loro Paesi d’origine e l’Italia

Hanno tutti meno di quarant’anni, vengono da ogni parte del mondo e sono stati selezionati da Dolce&Gabbana per la seconda edizione del progetto GenD. Attraverso la lavorazione dei tipici materiali artigianali, dal mosaico in ceramica al vetro soffiato, hanno esaltato simboli folcloristici e ancestrali

Touche Touche, courtesy of Dolce&Gabbana

Archiviata una Design week densa di installazioni, oggetti, file fuori dagli spazi, in un circuito dedito alla merce in cui a fatica si riconosce ciò che ha un valore da ciò che è solo un riempitivo, Dolce&Gabbana ha messo a punto un progetto che assume una valenza simbolica, quasi rivoluzionaria in un momento dell’anno in cui si sente l’imperativo categorico della produzione e della creatività. Parliamo della seconda edizione di GenD, che già aveva avuto successo lo scorso anno, consentendo a giovani designer e talenti emergenti provenienti da tutta la nazione di mettere a punto opere inedite, celebrando da una parte il legame ancestrale del brand con la manifattura italiana, ma anche le nuove generazioni.

Anche per quanto riguarda il settore della cosmesi, dalle fragranze al trucco, i volti di D&G sono adesso quelli di Deva Cassel e Katy Perry, per celebrare appieno il tono frizzante, irriverente e scomposto della giovinezza. Undici sono gli artisti selezionati dalla curatrice Federica Sala. Internazionali, cosmopoliti, poliglotti, hanno tutti esacerbato il rapporto con la lavorazione artigianale e i materiali, la materia vera e propria. È un ponte culturale, quel che interessa a Dolce&Gabbana, motivo per cui le provenienze dei designer sono diverse e l’idea di una contaminazione tra l’Italia e il loro Paese di origine, i retroscena folcloristici e le tradizioni è il perno su cui si basa il concetto stesso di design, che di fatto rappresenta un oggetto che si costruisce. Appunto.

Byungsub Kimcourtesy of Dolce&Gabbana

Il coreano Byugsub Kim, ad esempio, coniuga i mosaici italiani alle tecniche con le quali vengono trattati il legno e la ceramica tipici della sua regione. La ghanese Ella Bulley ha dato vita a una collezione di luci scultoree dal titolo My magical home, un omaggio nostalgico alla sua terra, al paesaggio attraversato da elementi naturali in connessione tra loro, cercando di restituire i colori, le tinte e gli usi delle risorse minerarie della comprensione indigena di Volta Land e Ga Mashie. Arcadia di Laurids Gallee trae ispirazione dalle immagini cinematografiche dell’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta, dove le correnti a fronteggiarsi erano il neorealismo e la commedia, la miseria da una parte e i colletti bianchi dall’altra. Ciò che si è imposto è il rimando a una dolce vita non sempre coerente alla sua rappresentazione, e però pur sempre ammantata di fascino, della languida prospettiva sulle spiagge, i ristoranti, le Vespe.

Il contrasto, per l’artista, risiede all’opulenza dei materiali italiani e il design obsoleto, quasi ridicolo di certe prospettive cinematografiche. Ecco allora una scrivania che sovverte gli stereotipi. Fellini torna anche in Mestiz, pseudonimo di Daniele Valero, ancora una volta nelle correnti liriche della sua esistenza costiera, in visioni surreali, come quella di un gabbiano e di un granchio intrecciati in una specie di danza: un tavolino, in questo caso, in mosaico di vetro e una lampada sospesa, proprio al di sopra, avvolta di tessuti.

ThabisaMjo, courtesy of Dolce&Gabbana

E che dire di Wonderland di Mingyu Xu, una collezione che combina oggetti cinesi in bambù, piante siciliane e vetro veneziano? O del lampadario di Roberto Cenedella, realizzato utilizzando pezzi di scoria di bronzo lucidati e saldati, allo scopo di celebrare il potere di trasformazione dei materiali di scarto e a sensibilizzare sulle dinamiche non sempre pulite della produzione. Due specchi convessi su una sedia che sporgono verso una fonte di luce rappresentano invece la tensione dinamica tra maschile e femminile, dai quali scaturisce un’energia mai paga, mai sazia. È il progetto di Thabisa Mjo. Una scultura giocattolo ispirata allo spirito del vulcano Etna, in Sicilia, opera del duo di artisti Touche-Touche, ovvero Carolin Giezner e Théo Demans, che da Bruxelles imbastiscono progetti sperimentali spesso, come in questo caso, pensati per diventare dei nuovi spazi d’interazione.

Basti pensare che tramite una manopola in pietra di peridoto su un lato della scultura, è possibile attivare un sistema di riscaldamento nascosto e ruotando una sfera sull’altro lato si regola il flusso dell’acqua che alla fine scompare in una vasca scolpita a vortice. La designer inglese Hannah Lim sintetizza la sua doppia eredità culturale, quella inglese e quella singaporiana con un baule, o scrigno, che riprende l’immagine simbolica delle fiamme, del fuoco: un po’ anche qui torna l’Etna, il vulcano, che sprigiona dal suo interno arcaiche scintille di lava, ma poi subentra la mitologia del drago, delle fauci che sputano fuoco.

Riccardo Cenedella courtesy of Dolce&Gabbana

La Sicilia, terra d’origine di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, torna frequentemente nei progetti di questi giovani artisti, desiderosi di punti di riferimento, di slanci, di storie in cui potersi riflettere. Addirittura una pigna tipicamente siciliana, un oggetto che tende a portare fortuna, a essere di buon auspicio, diventa l’elemento della creazione di Jie Wu, cinese ma residente a Londra, la quale ha unito i fiori di loto a manufatti in bronzo e nodi cinesi – che invece rappresentano un simbolo di prosperità per la cultura orientale – al fine di creare una serie di vasi decorativi.

E non è tutto qui. Già, perché Dolce&Gabbana, oltre a farsi portavoce dell’estro dei giovani, ha anche dato origine a un progetto autonomo, la collezione Dreaming e il tema Verde maiolica realizzate insieme a Luxury Living Group. Il verde maiolica è, in un certo senso, il colore degli interni delle case di vacanza. Racconta di declivi di terrazze verso il mare, di tende scostate appena dalla brezza. Tutti temi cari al marchio, i paesaggi costieri del Sud Italia dominati dagli aromi e dai colori della macchia mediterranea.

Hannah Lim, courtesy of Dolce&Gabbana

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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