La Georgia e noiI politici mentono ovunque, ma il ribaltamento della verità è un lusso dei regimi autoritari

Le legge voluta dal partito Sogno georgiano è chiaramente di ispirazione putiniana e le persone che manifestano nelle piazze per entrare nell’Ue. Sarebbe ora che anche noi italiani iniziassimo ad aprire gli occhi, scrive Francesco Cundari nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette

AP/Lapresse

Il dettaglio che mi ha più colpito riguardo alla legge «contro gli agenti stranieri» che ha scatenato le proteste in Georgia è il fatto che l’abbiano chiamata così. La scarsa attenzione per la verità è infatti una caratteristica ineliminabile della politica, ma il suo aperto disprezzo è tipico delle forze illiberali. Per questo dovrebbe sempre allarmare. Perché i politici mentono ovunque, ma il completo rovesciamento della verità è un lusso che si possono permettere solo i regimi (è il motivo per cui anche noi italiani, detto tra parentesi, dovremmo essere molto più preoccupati di quanto ci mostriamo per la solidità delle nostre istituzioni democratiche).

Non è difficile capire che a Tbilisi gli unici «agenti stranieri» sono proprio i promotori di questa legge – di cui qui si possono leggere i dettagli – voluta dal partito di governo Sogno georgiano (altro nome truffaldino, che andrebbe tradotto in «incubo russo»). Non è difficile capirlo, almeno per chiunque non si beva abitualmente le bufale della propaganda putiniana, che non ha nemmeno il pregio dell’originalità ed è sostanzialmente identica in Georgia come in Ucraina, come in Transnistria, come ovunque trovi qualche minoranza russa o russofona o russofila da utilizzare come pretesto per giustificare le sue guerre di aggressione.

Il disegno di legge contestato, la cui approvazione era stata già rinviata in seguito alle proteste popolari, qualifica come agente straniero qualunque ente riceva più del venti per cento dei propri fondi da istituzioni estere. Non bisogna peraltro dimenticare che il 26 ottobre si terranno in Georgia le elezioni per il parlamento, e non a caso le ong che sarebbero colpite dal provvedimento sono anche quelle che provvedono a monitorare il corretto svolgimento delle votazioni.

L’iniziativa di Sogno georgiano ricorda la legge sulla protezione della sovranità nazionale da interferenze straniere voluta da Viktor Orbán in Ungheria e la sua crociata contro le ong di George Soros. Ma il modello cui si ispirano gli uni e gli altri è ovviamente la Russia di Vladimir Putin, dove una legge simile, approvata nel 2012, è stata emendata giusto alla vigilia dell’invasione dell’Ucraina, in modo da rendere ancora più facile qualificare chiunque, e non solo le ong, come agente straniero. Cioè, in pratica, come nemico pubblico. Del resto, il filosofo russo ultraconservatore Aleksandr Dugin, tra i principali ideologi dell’imperialismo putiniano, lo ha dichiarato apertamente: «La Georgia è sulla strada giusta. Vuole sovranità e vuole distruggere la quinta colonna. Anche noi abbiamo intrapreso questa strada, e i suoi effetti positivi sono evidenti». Tu chiamalo, se vuoi, sovranismo.

I georgiani che manifestano nelle piazze per entrare nell’Unione europea sono evidentemente gli unici veri difensori della sovranità del loro paese. Esattamente come gli ucraini che nel 2014 cacciarono i pupazzi di Putin. Sarebbe ora che anche noi italiani, tanto più alla vigilia delle elezioni europee, cominciassimo ad aprire gli occhi e a chiederci non solo chi siamo, ma anche chi vogliamo essere.

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