Città vive Il delicato ruolo delle aziende nei processi di riqualificazione urbana

Il modello pubblico-privato, come conferma il caso del progetto “Parchi Agos Green&Smart”, deve basarsi su un contributo diretto e tangibile dell’impresa lungo tutta la “filiera”. Solo così sarà possibile abbracciare i tre pilastri della sostenibilità. Sponsorizzare un’aiuola non basta per creare uno spazio di qualità, dove fermarsi e non transitare

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«Non volevamo essere il cartello sponsorizzato nell’aiuola, ma ridare davvero valore ai luoghi delle città». Con questa frase Flavio Salvischiani, condirettore generale di Agos, ha riassunto puntualmente i rischi e le opportunità del ruolo delle aziende nei progetti comunali di riqualificazione urbana. La dichiarazione è stata rilasciata lunedì 8 aprile durante la conferenza stampa in cui la società operante nel credito al consumo – compartecipata dal Gruppo Crédit Agricole tramite Crédit Agricole Consumer Finance – ha annunciato gli sviluppi di un progetto virtuoso nel campo del modello pubblico-privato di trasformazione delle città: “Parchi Agos Green&Smart”

Presentata nel settembre 2021, l’iniziativa ha visto (ri)nascere in meno di tre anni ben sei parchi urbani divisi in altrettante città: da Milano a Catania, passando per Lecce, Roma, Lucca e Padova, con un settimo progetto all’orizzonte (estate 2024) a Torino. Nella città pugliese, per esempio, il parco Bruno Petrachi, nel rione San Sabino, era una enorme lastra di cemento invivibile soprattutto d’estate, ma dopo l’intervento di rigenerazione ha cambiato completamente volto: ora è un polmone verde con un campo multi-sport, spazi dedicati agli orti didattici, opere di street art e molto altro. E ancora: nel capoluogo lombardo, nel cuore del Giambellino, l’azienda si è occupata – nel contesto del Patto di collaborazione già attivo tra il Comune di Milano, Municipio 6 e altre due associazioni – di riqualificare il parco Balestra, coinvolgendo società sportive come Social OSA. 

A Padova, invece, il parco Margherita Hack era un anonimo luogo di passaggio, ma il progetto di Agos gli ha regalato un’area fitness circondata da nuovi alberi e arbusti, oltre a un murale realizzato da Rame13: «L’opera si chiama The Future Is Now ed è dedicata a Margherita Hack e a tutte le donne che lavorano nelle discipline Stem. La scienziata era una grande ciclista e adorava i gatti, e il viaggio in bici è un po’ la metafora di un percorso verso il raggiungimento dei propri obiettivi. La vera rigenerazione consiste nel dare uno spazio vivo in cui le persone possono tornare, ecco perché Agos è stata lungimirante. Il movimento artistico del muralismo è tornato da pochi anni e non è familiare per le persone più in su d’età, ma quando stavo realizzando l’opera ho visto persone di età diverse interessarsi, chiedere e interagire. È stato bello», ha detto l’artista toscana durante la conferenza stampa dell’8 aprile. 

 

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Una rigenerazione urbana in salsa sportiva, quella di Agos, che ha attirato l’attenzione anche del deputato del Pd ed ex c.t. della Nazionale italiana di pallavolo Mauro Berruto: «L’introduzione dello sport in Costituzione è stato una sorta di patto di sangue per promuovere politiche pubbliche per sostenere e mettere a disposizione di tutte e tutti lo sport. Governo e grandi imprese sono i primi due soggetti capaci di mettere in azione questa sinergia, ma finora la politica non si è presa le sue responsabilità in modo sufficiente. Ed è bene che la politica non metta degli ostacoli. Lo sport come diritto è un investimento, è un cambio di paradigma. Un euro in più investito nella cultura del movimento ne fa risparmiare dai quattro ai sette al Servizio sanitario nazionale», ha detto durante la presentazione.  

Agos, collaborando con Brand for the city e Fondazione Sport City, non si è quindi limitata a intervenire sponsorizzando un’aiuola o una qualsiasi area verde: partnership di quel tipo, che flirtano pericolosamente con il greenwashing, non portano valore né al privato né al Comune, soffocando le potenzialità di questi sodalizi nell’ottica della realizzazione di una città a misura di persona. Al contrario, Agos ha scelto zone naturali degradate, asettiche e al di sotto dei classici standard di sicurezza, dando loro un nuovo ruolo (attivo) nella vita pubblica urbana e partecipando attivamente nel loro processo di rigenerazione. 

Come ha spiegato Enrico Giraudi, brand strategist di Brand for the city, «le aziende devono tornare a prendere posizione, uscire dal loro contesto e toccare tanti aspetti diversi della nostra vita. A tutti piacciono i brand che dichiarano di avere un fine un po’ più alto. E i brand senza purpose tornano a essere marchi. È poi vero che i valori danno spessore a un’azienda, ma senza prove tangibili il purpose si squaglia». L’esempio di Agos è calzante: una delle società leader nel credito al consumo è uscita dagli uffici e si è “sporcata le mani”,  implementando un piano in grado di cambiare concretamente i volti di diversi quartieri. «Non si tratta di un progetto business, non ci porterà più clienti», ha puntualizzato François Edouard Drion, amministratore delegato e direttore generale di Agos. 

Il modello pubblico-privato si inserisce in una gestione urbana di stampo neoliberista già molto comune nei Paesi anglosassoni. In questo contesto, quindi, le aziende sono chiamate a fare un passo in più. Stando al secondo rapporto dell’Osservatorio Sodalitas sulla Sostenibilità Sociale d’Impresa, il 72 per cento delle aziende italiane ritiene che le grandi imprese siano fondamentali per rendere la nostra società più sostenibile ed equa. 

Il futuro di “Parchi Agos Green&Smart” riguarderà un coinvolgimento ancora più ampio della cittadinanza. Come spiega l’amministratore delegato François Edouard Drion, il progetto passerà «da un programma di eventi annuali a un programma di attività settimanali e gratuite a beneficio di tutta la collettività». Laura Galimberti, direttrice legal & corporate sustainability Agos, ha illustrato qualche esempio: «Promuoveremo circa 108 iniziative con le associazioni del terzo settore. Ci occuperemo di lezioni yoga, basket e mini volley. Poi nel parco fluviale di Lucca faremo provare attività come rafting ed equitazione. Faremo balli, spettacoli teatrali, lezioni di scacchi, e a Milano proporremo la lettura delle favole». Tutto, ovviamente, senza dimenticare lo Sport, una delle quattro declinazioni dei Parchi Agos assieme a Green, Smart e Art. 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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