Al banco La cucina che cambia il futuro di uno e di tutti

Nel centro di Parma, la Scuola di Fondazione Barilla ha appena avviato un progetto per venti ragazze e ragazzi, in condizione di svantaggio, per aiutarli a diventare i cuochi e le cuoche del futuro. In cattedra, tra gli altri, lo chef Alberto Gipponi e il professore e premio Nobel Riccardo Valentini

@Scuola Fondazione Barilla

La cucina può migliorare il futuro della società, ma anche quello di un solo individuo. È un po’ lo spirito con cui Fondazione Barilla si avvicina alle persone attraverso progetti capaci di trasferire una visione circa la relazione che intercorre tra cibo, uomo e pianeta.
 Nata per «promuove comportamenti responsabili e scelte alimentari sane per un concreto cambiamento nella società», da due anni la Fondazione si è fatta anche scuola di cucina per giovani che vivono in condizioni di svantaggio e che nutrono una passione per il cibo.

Il corso di quest’anno è appena iniziato e ospiterà, per due mesi di formazione – più due mesi di stage presso le attività di ristorazione del Paese –, venti ragazze e ragazzi selezionati con attenzione grazie alla sinergia e l’esperienza di organizzazioni nazionali, tra cui Croce Rossa e Comunità di Sant’Egidio, che hanno individuato e selezionato i partecipanti provenienti da tutta Italia e che, per tutta la durata del corso, vivranno a Parma sostenuti dalla Fondazione.

Sono giovani i cui occhi brillano e l’entusiasmo freme durante una lezione teorica sull’ambiente e la crisi climatica, tenuta dal professore e premio Nobel Riccardo Valentini. Già, perché alla base degli insegnamenti in questa singolare scuola di cucina c’è la particolare attenzione ai temi dell’ambiente come input per una cucina attenta alle sorti del futuro.

@Scuola Fondazione Barilla

«I ragazzi entreranno nel mondo del lavoro dopo aver imparato le basi della nutrizione, i principi di una sana alimentazione e della dieta mediterranea, l’impatto del cibo sull’ambiente, il problema degli sprechi alimentari. Alla parte teorica si aggiungerà una formazione intensiva sulle basi pratiche della cucina, gli ingredienti e le tecniche di preparazione più diffuse», afferma Valentini.

A guidare la scuola, Alberto Gipponi chef del Ristorante Dina, a Gussago (Brescia) con un passato da assistente sociale, e Andrea Grignaffini, esperto di gusto e storia della cucina.

Tocca a Gipponi istruire i ragazzi nella pratica e lo fa con l’ironia e la consapevolezza di chi conosce a fondo i propri allievi. «Con questi ragazzi stiamo coltivando una passione comune che loro porteranno con sé. Cercherò di trasferire molto di quello che so, sperando che lo facciano proprio nel futuro. La Scuola di Fondazione Barilla è un’occasione di crescita umana per questi venti ragazzi, ma anche per noi docenti».

@Scuola Fondazione Barilla

Progetti come la scuola di Fondazione Barilla sono la speranza, per giovani che vivono in condizioni socioeconomiche difficili, di relazionarsi con autorevoli professionisti del settore – sono molti gli esperti coinvolti che portano la propria esperienza tra i banchi di questa scuola – che sanno come far accendere la scintilla della passione e dare a questi studenti tutto il carburante necessario che li spinga verso un futuro più sostenibile per loro e per la collettività.

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