Paradisi terrestri Sardegna, lusso e pizza

Nell’isola si riapre la stagione turistica e come ogni anno ci sono diverse novità. A partire da Baja Sardinia e dall’arrivo di Franco Pepe con le creazioni che hanno fatto storia

In Sardegna è tempo di riaperture. Sopratutto al nord dell’isola, dove resort, hotel e dimore del lusso sono pronte a rimettersi in moto per la nuova stagione in arrivo. Quest’anno forse anche con un leggero anticipo rispetto ai tempi canonici. Il 2023 si è infatti chiuso con un bel segno positivo rispetto all’anno precedente, nonostante siano tanti ancora le difficoltà legate ai trasporti, che rendono non sempre agevole raggiungere la Sardegna. La nuova stagione però è lì alle porte e sono molte le strutture che hanno già cominciato ad accogliere i turisti, soprattutto quelli dell’Europa Centrale e del Nord. 

Del 7 Pines di Baja Sardinia ne avevamo già parlato a pochi giorni dalla sua apertura, due anni fa. Un promontorio di quindici ettari che si tuffa nel mare, palme altissime, banani che ondeggiano al vento, fiori colorati ovunque, calette private, piscine. Una meraviglia a portata di mano. 

Siamo a due passi dalla Costa Smeralda e si sa, la Costa Smeralda ha il suo fascino. Lo si può dire anche se si appartiene a questa terra, senza mascherarsi dietro il classico “Non è la Sardegna”. È Gallura, se vogliamo essere precisi. È un pezzo di Isola messa lì a ricordarci che la perfezione può esistere, che il paradiso c’è anche sulla terra. I dettagli, l’attenzione, una macchina perfetta.

È lusso, è vero, ma può anche essere anche lusso senza eccessi e strafottenza. Un lusso calmo, pacifico ed elegante, dove le camere affacciate sul mare danno un senso di pace e, anche se il vento soffia forte, si respira l’aria di vacanza vera. Lontana dal caos e dal rumore. Questo forse è il vero senso di questo resort, più piccolo se vogliamo rispetto a quelli che si trovano da queste parti, ma dove l’ampiezza degli spazi è messa li apposta per regalare una sorta di senso di libertà primitiva e priva di qualsiasi restrizione. Dove il verde mediterraneo campeggia a ogni angolo di vista e ci racconta i colori di quell’isola di Sardegna, che sa essere tutto e il suo contrario allo stesso tempo.

Il 7 Pines Resort è una culla di coccole e dettagli, con le camere arredate in modo sobrio, ma perfetto. Un luogo dove ci si può rilassare dentro e fuori, con un angolo bar attrezzato con diverse etichette di cantine sarde, ma non solo e anche tutto l’occorrente (dai distillati e il ghiaccio alle garnish) per preparasi un buon cocktail, dopo una giornata trascorsa, magari, nelle calette o in piscina. È l’attenzione per i clienti quel che è emerge qui più di tutto: le piccole cose, i sorrisi, i particolari. E forse, quando si parla di lusso è questo che si intende: non gli sfarzi, l’urlato, l’ostentazione forzata, ma un concetto diverso fatto di tranquillità, benessere, calma e bellezza. E cibo, perché no? Il 7 Pines ha da subito puntato su un’offerta gastronomica che in qualche modo potesse posizionarsi in modo perfetto per un pubblico internazionale, ma mantenendo ferme le radici e il racconto del territorio in cui si trova. 

 

Tre sono gli indirizzi, infatti, che i clienti del resort, ma anche gli esterni, possono scegliere. Dal primo giugno riaprirà il frizzante Cone Club dall’ora di pranzo, fino a cena, passando per l’aperitivo, con una formula che premia la cucina semplice da spiaggia da abbinare a cocktail freschi o bollicine: il Sardinia Burger, con bue rosso sardo, pomodoro, fattura, pancetta, pecorino e marmellata di melanzana, i tacos di gamberi, i crudi. Uno “stabilimento”, se così possiamo chiamarlo, dove rilassarsi di fronte a uno degli scorci più belli del Mediterraneo o salutare il sole al tramonto. Un luogo che merita una visita, premiato anche tra i migliori beach club d’Italia, che quest’anno ospita una bella novità, con una collaborazione speciale realizzata insieme al cocktail bar Gucci Giardino. Cinque infatti saranno gli appuntamenti in programma (28-29 giugno, il 13-14 luglio e il 14 settembre) con una drink list creata apposta per il Cone Club da Martina Bonci, la prima donna a vincere il premio come “Best Bartender under 35” ai Food&Wine Awards nel 2022.

Di tutt’altro genere è invece la cucina del Capogiro dello chef Pasquale D’Ambrosio, che, dopo anni di esperienza nella ristorazione da hotellerie, a Baja Sardinia ha portato la sua idea gastronomica, puntando sul Mediterraneo che incontra la sua Campania e la Sardegna. Il menu prevede un viaggio tra coste e territori baciati dal sole. Come la fregula, qui rivisitata con ostriche sarde, più piccole delle francesi ma con un piacevole retrogusto di mandorla, e mantecata con burro alle alghe. O come il maialino, vera e propria istituzione dell’isola, che D’Ambrosio unisce a un altro degli ingredienti principi, il tonno rosso. Prodotti che si trasformano, ma che traggono forza proprio dalla loro origine ed evoluzione.

Lo chef utilizza per il suo percorso gastronomico le erbe coltivate nel giardino del resort e strizza l’occhio ad altre produzioni isolane: la pasta è di un piccolo coltivatore locale di grano, l’olio esclusivamente di cultivar bosana (forse la migliore in Sardegna), il pane è mescolato con acqua di infusione delle erbe del bosco. Il dolce sa sorprendere: in carta, infatti, un dessert a base di fave, piselli, kombucha alle erbe e mirtilli saltati. Un piatto che non ti aspetti e che sa unire la voglia di coccola di fine pasto con la tecnica che solo un ristorante gastronomico può usare.

Ph. Cr. Tiziano Canu

La novità di quest’anno però fa rima con il piatto italiano più amato e conosciuto. Spazio è, infatti, il regno sardo di Franco Pepe, che ha appena inaugurato al 7 Pines Resort la sua pizzeria, con un menu in collaborazione proprio con lo chef D’Ambrosio. «Ritorno in Sardegna dopo tanti anni e ritorno con la mia pizza, creata con un un impasto di un mio esclusivo blend di farina. Con questo impasto voglio regalare un’emozione e garantire al cliente un’esperienza unica. Il mio è un impasto molto versatile, che si può offrire sia fritto che al forno, sia salato che dolce, dove troviamo l’identità della pizza di Franco Pepe».

Lui, il Maestro, è orgoglioso del menu che è riuscito a far nascere qui, tra le coste frastagliate del nord Sardegna: «Ho fatto un grande lavoro di scelta degli ingredienti da utilizzare e abbiamo realizzato delle ricette più sane. Siamo andati a bilanciare bene proteine, carboidrati e lipidi, perché il cliente oggi vuole mangiare una pizza che sia buona ma che spinge anche verso il sano. Bisogna non solo scegliere una prodotto, ma anche trasformarlo e rimetterlo sul piatto in modo equilibrato».

C’è tanto ragionamento dietro le pizze di Franco Pepe, anche quando sono lontane dal suo Pepe in Grani a Caiazzo. Qui a Baja Sardinia c’è il suo racconto vero, la sua parte migliore. La sua Margherita Sbagliata, con mozzarella di Bufala Campana Dop, fonduta di Grana Padano e composta di pomodoro a crudo, che ad assaggiarla pensi di averlo fatto tu un errore nel mangiare la Margherita in un altro modo che non fosse questo. Oppure la Memento, un pizza vegana con crema di cipolle, cipolle croccanti, cream di ceci fritti e cicoria selvatica: una meraviglia in un boccone solo. E poi la Ritrovata, un tripudio di pomodori San Marzano e Pignolo del Vesuvio con filetti di alici di Cetara, olio agliato e basilico fritto: la semplicità in una pizza.

Ph. Cr. Stefano Murru

Anche in questo caso è il dolce a lasciare a bocca aperta: la base è l’impasto di pizza disidratato e frullato con un cuore di pomodoro, mousse di mozzarella e ricotta e cialda di caramello. È il simbolo stesso di una gastronomia che sta mutando forma e vive un viaggio di cambiamenti radicali. È la stessa idea di pizza che muta, ma che in qualche modo mantiene fede alla sua identità Non è forse la stessa storia che vediamo tra le pagine del cibo? Forse sì, ed è quello che ci piace. Anche in una pizza. 

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