I conti pubblici non ridonoBeppe Grillo e Giuseppe Conte supercomici a spese nostre

C’è ben poco da ridere, come certificato dalla Banca d’Italia a proposito dei 45 miliardi di «perdita secca» rappresentati dal Superbonus, misura che «non si è ripagata» e ha generato invece entrate «significativamente inferiori al loro costo», scrive Francesco Cundari nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette

Foto Mauro Scrobogna/LaPresse

«Ho incontrato Conte, mi ha fatto un po’ tenerezza. Ha preso più voti Berlusconi da morto che lui da vivo», ha detto Beppe Grillo, con il consueto tempismo, dal palco di uno dei suoi spettacoli. Sarebbe facile rispondere che in compenso ha fatto più ridere Conte da politico che lui da comico, ma sarebbe sbagliato, perché c’è ben poco da ridere, come certificato da ultimo anche dalla Banca d’Italia, a proposito dei 45 miliardi di «perdita secca» rappresentati dal Superbonus, misura che «non si è ripagata» (come sosteneva il comico con la pochette) e ha generato invece entrate «significativamente inferiori al loro costo lordo per le casse dello stato, portando a un ulteriore accumulo del debito pubblico che verrà rimborsato in futuro».

Questo è un estratto di “La Linea” la newsletter de Linkiesta curata da Francesco Cundari per orientarsi nel gran guazzabuglio della politica e della vita, tutte le mattine – dal lunedì al venerdì – alle sette. Più o meno. Qui per iscriversi.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter