La conferenza svizzeraPer raggiungere la pace, l’Ucraina ora cerca l’appoggio di Cina e Arabia Saudita

Nella dichiarazione finale, si riafferma la necessità di mantenere l’integrità territoriale ucraina, ma dodici dei 93 Paesi partecipanti non hanno firmato il documento. Il prossimo vertice potrebbe essere a Riad, seguendo il modello dell’accordo sul grano

(Unsplash)

Si è conclusa in Svizzera la conferenza di pace sulla guerra in Ucraina. La dichiarazione finale riafferma la necessità di mantenere l’integrità territoriale del Paese, in contrasto quindi con la Russia. Ma dodici dei 93 Paesi partecipanti – Russia e Cina non erano presenti – non hanno firmato il documento. Tra questi, ci sono Brasile, India, Sud Africa, Messico e Arabia Saudita.  Ma secondo fonti dello staff presidenziale ucraino, dice Repubblica, il piano di pace di Kyjiv ora passerà proprio dal tentativo di intessere rapporti diplomatici com l’Arabia Saudita e la Cina.

Come? Secondo gli ucraini, l’Arabia Saudita potrebbe ospitare la seconda conferenza di pace, dopo questa prima che si è appena conclusa a Bürgenstock. Innanzitutto perché la Cina considera l’Arabia Saudita un luogo non troppo compromesso con i governi occidentali e quindi accetterebbe di partecipare. Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha elogiato il ministro saudita Faisal bin Farhan al Saud: «Abbiamo notato le eccellenti dinamiche nelle relazioni bilaterali tra l’Ucraina e il regno saudita e abbiamo parlato di come farle progredire», ha detto.

Il fatto che l’Arabia Saudita non abbia firmato la dichiarazione finale del summit di pace non spaventa Kuleba: «Due settimane fa scrivevano che l’Arabia Saudita aveva declinato l’invito alla conferenza di pace e noi sapevamo che non era vero. Il fatto che sia qui dimostra che è impegnata nel processo di pace: Riad è della partita».

È possibile che i sauditi non abbiano firmato la dichiarazione finale perché include una presa di posizione definitiva sull’integrità territoriale dell’Ucraina e quindi potrebbero aver deciso che per apparire mediatori imparziali era necessario astenersi, spiega Repubblica. Il ministro saudita nel suo comunicato finale ha detto: «La partecipazione della Russia è essenziale per la credibilità di una conferenza di pace».

La Cina, quindi, a questo punto si potrebbe convincere a partecipare a una conferenza saudita. E Pechino ha un peso specifico che la Russia non può permettersi di ignorare. Nella sua dichiarazione finale, il presidente ucraino Zelensky ha detto: «Credo che la Cina potrebbe aiutarci, ha influenza sulla Russia. L’Ucraina non ha mai detto che la Cina è nostra nemica. Io vorrei che la Cina fosse amica dell’Ucraina».

Su come sarà condotto questo negoziato, le fonti ucraine citano come modello l’iniziativa del Mar Nero sul grano, l’accordo firmato nel luglio 2022 a Istanbul che permise agli ucraini di esportare cereali e fertilizzanti via mare senza temere attacchi da parte della Russia. Quelle trattative progredirono a piccoli passi e su punti specifici e funzionarono.

Intanto, la presidente federale della Svizzera, Viola Amherd, ha aperto alla possibilità per il presidente russo Vladimir Putin di entrare nel Paese per i negoziati senza essere arrestato per una eventuale conferenza di pace, nonostante il mandato della Corte penale internazionale.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter