Lontani dalla Russia L’Europa avvia i colloqui per l’adesione di Ucraina e Moldavia

Il Consiglio dell’Unione ha fissato gli incontri per martedì 25. Sarà un percorso lungo, ma che porterà i due Paesi dentro le istituzioni di Bruxelles

AP/Lapresse

L’Unione europea ha deciso di avviare i negoziati di adesione con l’Ucraina e la Moldavia e in questo modo fa un altro passo verso l’integrazione dei due Paesi. Martedì prossimo, il 25 giugno, in Lussemburgo si apriranno ufficialmente i colloqui di adesione con entrambi i Paesi dell’Est Europa, ormai sempre più vicini all’Occidente che alla Russia, almeno da un punto di vista politico. Ci saranno due conferenze intergovernative: l’Ue dialogherà separatamente con i due Paesi, che ufficialmente hanno soddisfatto i requisiti per iniziare i negoziati.

Molti funzionari e politici europei hanno insistito per avviare i colloqui adesso, prima della scadenza del turno di presidenza del Belgio al Consiglio dell’Ue: da luglio sarà l’Ungheria ad assumere la presidenza e lo scenario potrebbe cambiare. In questo modo si impedisce all’Ungheria di rallentare la domanda di adesione dei due Paesi, legandola alle sue pretese, o peggio di affondarla.

«Questo è un grande giorno per l’Ucraina, la Moldavia e l’Unione Europea», ha scritto su X (ex Twitter) il ministro degli Affari Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. «Tutti i 27 Stati membri dell’Ue hanno approvato i quadri negoziali e i colloqui pratici per l’adesione all’Ue inizieranno la prossima settimana».

L’Ucraina e la Moldavia avevano chiesto di aderire all’Unione meno di una settimana dopo l’invasione russa iniziata il 24 febbraio 2022. Da Bruxelles era arrivata una risposta tempestiva, se non altro rispetto agli standard delle istituzioni europee: già a giugno di quell’anno avevano accettato di iniziare l’iter. Poi però il processo si è mosso più lentamente. E in ogni caso l’adesione, che ormai sembra più una questione formale, richiederà comunque un po’ di tempo, nell’ordine degli anni.

«Il percorso dell’Ucraina fino a oggi non è stato facile e ha comportato una rivoluzione e una guerra. Ma grazie al coraggio del popolo ucraino non abbiamo permesso a niente e nessuno di far deragliare la nostra traiettoria storica. L’Ucraina è una nazione in movimento. Niente può impedirle di realizzare il suo sogno europeo e di far girare le ruote della storia», ha scritto ancora Kuleba.

L’apertura dei colloqui è sicuramente un segnale politico e di solidarietà molto forte, che accompagna lo sforzo finanziario fornito dall’Unione a Kyjiv. E va ricordato che l’annuncio dei colloqui arriva a poche ore di distanza dal viaggio del presidente della Repubblica italiano Sergio Mattarella in Moldavia, che aveva proprio l’obiettivo di promuovere l’avvicinamento del Paese ex sovietico allo spazio euroatlantico. D’altronde anche Chisinau osserva con apprensione gli sviluppi della guerra sul fronte ucraino e ha più volte accusato la Russia di condurre una “guerra ibrida” sul suo territorio, con campagne di disinformazione per cercare di rovesciare il governo.

Come spesso capita in questi casi, la Russia reagisce a queste notizie alzando la posta. Vladimir Putin ha detto che la Russia continuerà a sviluppare il suo arsenale di armi nucleari «per preservare l’equilibrio di potere nel mondo». Queste frasi fanno pensare che le istituzioni europee, e la Nato, abbiano ancor di più il dovere di accelerare per quanto possibile l’iter di adesione dei Paesi attaccati dalla Russia o a rischio.

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