Champagne Come nasce un mito effervescente

La storia di Joseph Krug ci spiega come un’intuizione che cambia le regole acquisite può determinare un futuro roseo e scrivere una nuova storia che si conferma nel tempo

©vittoriolafata-09023
Quando esci dagli schemi precostituiti, o fallisci, o scopri una nuova via. È quello che è successo al fondatore di una delle Maison di champagne più celebre e desiderata al mondo, Joseph Krug, che nel 1800 non era di sicuro un predestinato. Lavorava in un’altra maison, certo, ma senza grandi ambizioni. L’illuminazione arriva quando decide che quel metodo utilizzato fin lì non funzionava così bene. C’era eterogeneità nel prodotto, il rischio che le diverse annate fossero molto diverse una dall’altra rendeva il vino difficile da vendere.
Joseph si rifiutava di accettare che servisse una buona annata per creare un buon vino: doveva trovare un’altra soluzione.
Bisognava intervenire con l’assemblaggio.
Nel 1843, certo della sua idea, decide di fondare la sua maison, basando tutto il lavoro sul rifiuto del compromesso, che ispira ancora oggi Krug.
Il senso definito dal fondatore è quello che anche oggi è alla base del lavoro: vini di riserva, che vengono sapientemente mescolati ai vini dell’annata recente, per costruire come in un’armonia il vino finale, definito da un numero progressivo (quest’anno è in uscita la 172esima edizione) cercando di replicare sempre la stessa, perfetta, sinfonia voluta da Joseph.
Senza nessun compromesso, nè in vigna, nè in cantina.
Quella in uscita è l’assemblage 172, il vino Base è della vendemmia 2016, e ha al suo interno 146 individualità, di 11 annate diverse, dal 2016 al 1998. Da ciascuna parcella in vigna si arriva in cantina a produrre una individualità, che insieme alle altre andrà a comporre l’assemblage finale. Un lavoro di concentrazione, di ricerca dell’eleganza, di avvicinamento a un modello ideale che dia agli appassionati una costanza e una riconoscibilità assolute. In un mondo in cui sembra che il vino debba cambiare al cambio delle annate, qui si cerca invece una visione sempre uguale a sé stessa.
Perché nel mondo del vino non è tutto assoluto: e le scelte sono talmente tante, e talmente varie, da dare a ciascuno la sua libertà e il suo spazio di interpretazione.
Considerando il valore di ogni singola bottiglia di Krug, possiamo dire che la strada partita dall’ispirazione di Jospeh sia una di quelle giuste.
Che cosa sono le Krug Ambassade?
Nel tempo, la Maison per crescere e differenziarsi ha creato un circuito di ristoranti e enoteche, distribuiti in tutto il mondo, che hanno abbracciato la filosofia espressa dal brand e lo stile. Alcuni dei più importanti chef al mondo sono così diventati portavoce dello champagne e sono in grado di far vivere e rappresentare le infinite sfumature che compongono l’universo Krug e di trasferire l’identità che lo caratterizza e che è espressione di valori autentici ed eterni, che vanno oltre le mode e le tendenze. La Maison de Champagne Krug ogni anni si lega a un ingrediente e crea un libro di ricette dedicato all’ingrediente selezionato coinvolgendo gli Chef stellati di tutto il mondo che fanno parte del prestigioso circuito: quest’anno l’ingrediente sono i fiori, e proprio con quelli verranno interpretati piatti da servire in abbinamento allo champagne.

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