L’Iran potrebbe lanciare un attacco diretto a Israele se percepirà che i negoziati per la tregua nella Striscia di Gaza stanno fallendo o se Gerusalemme cercherà di prolungarli intenzionalmente. Funzionari della dittatura iraniana hanno fatto filtrare la posizione diplomatica di Teheran, alimentando la attesa di una possibile rappresaglia militare in risposta all’assassinio di uno dei leader di Hamas, Ismail Haniyeh, e Fuad Shukr, un alto comandante di Hezbollah, uccisi nella capitale iraniana da un attacco missilistico probabilmente israeliano.
Negli ultimi giorni, l’Iran ha intrapreso intensi colloqui con i paesi occidentali per calibrare una possibile ritorsione. Secondo diverse fonti, queste discussioni si sono concentrate sul trovare un modo per evitare l’escalation del conflitto, specialmente alla luce dei prossimi colloqui sul cessate il fuoco a Gaza. L’ambasciatore statunitense in Turchia ha confermato che Washington sta esortando i suoi partner mediorientali a convincere l’Iran a esercitare moderazione. Nonostante la posizione apparentemente moderata del nuovo presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, Teheran ha costantemente ribadito di voler vendicare le uccisioni di Haniyeh e Shukr.
L’Iran starebbe valutando l’invio di un rappresentante ai colloqui sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, previsti per giovedì in Egitto o in Qatar, anche se potrebbe non partecipare direttamente alle riunioni formali. L’esito di questi colloqui potrebbe influenzare significativamente la risposta di Teheran. Un cessate il fuoco a Gaza potrebbe fornire all’Iran la copertura politica e diplomatica per una ritorsione più piccola e simbolica, piuttosto che una grande operazione militare. Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha ribadito che Gerusalemme a sua volta risponderà a qualsiasi potenziale minaccia diretta iraniana o da parte di Hezbollah in Libano.
Ma il rappresentante di Hamas in Libano, Ahmed Abdel Hadi, ha dichiarato che il gruppo terroristico palestinese non parteciperà ai colloqui di pace nella Strisci di Gaza. Se fosse confermato, la probabilità di un attacco iraniano rimarrebbe alta. Meir Litvak, ricercatore presso l’Università di Tel Aviv, ha spiegato a Reuters che anche se è probabile una ritorsione iraniana, sarà fatta in modo tale da evitare di innescare una guerra su vasta scala perché le priorità strategiche di Teheran hanno storicamente avuto la precedenza sui bisogni dei gruppi terroristici che finanzia e protegge, come Hamas e Hezbollah.