EndorsementRobert F. Kennedy Jr. potrebbe ritirarsi presto dalla campagna elettorale (e sostenere Trump)

A causa di difficoltà finanziarie e organizzative il candidato indipendente potrebbe annunciare venerdì a Phoenix la sua decisione di ritirarsi dalle elezioni presidenziali del 5 novembre, ma per appoggiare il suo sfidante del Partito Repubblicano potrebbe chiedere un ruolo importante nel futuro governo

LaPresse

Robert F. Kennedy Jr., candidato indipendente alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, potrebbe presto sospendere la sua campagna elettorale, secondo quanto fatto filtrare da fonti vicine al suo entourage. L’annuncio ufficiale è previsto per venerdì durante un evento a Phoenix, in Arizona, dove Kennedy si rivolgerà con un discorso pubblico alla nazione. Il ritiro sarebbe causato dalla mancanza di fondi elettorali:  la campagna di Kennedy ha speso molto di più di quanto abbia raccolto, portando a un drastico calo delle risorse disponibili e all’accumulo di debiti, inclusi pagamenti per garantire l’accesso alle schede elettorali in vari Stati. Finora può solo partecipare in ventuno stati e ottenere al massimo duecentocinquantasette voti elettorali. Per vincere ne servono almeno duecentosettanta.  

Secondo le stesse fonti riportate dalla Cnn, Kennedy potrebbe annunciare il suo endorsement a favore del candidato del Partito repubblicano Donald Trump, con il quale sarebbero in corso trattative per una possibile collaborazione. Una prospettiva anticipata dalla sua candidata vice presidente, Nicole Shanahan, che martedì in una intervista nel podcast “Impact Theory” ha rivelato che Kennedy starebbe valutando l’idea di unirsi a Trump per evitare una vittoria di Kamala Harris, la candidata del Partito democratico.

La decisione di Kennedy di sostenere Trump potrebbe cambiare radicalmente la campagna elettorale, specialmente negli stati chiave dove il margine di vittoria è più risicato. Per esempio in Arizona, lo stato dove Kennedy annuncerà la sua decisione, un recente sondaggio lo vede al sei per cento delle preferenze. A livello nazionale, secondo il sondaggio Washington Post/ABC News/Ipsos, Kamala Harris avrebbe il quarantasette per cento delle preferenze, contro il quarantaquattro per cento di Trump e il cinque per cento di Kennedy.

Trump ha aperto a una possibile collaborazione con Kennedy, lodandone l’intelligenza e la lunga conoscenza reciproca. Secondo diversi media americani, le discussioni tra i team di Trump e Kennedy risalirebbero a luglio, poco prima della convention del Partito Repubblicano, grazie alla mediazione di  Donald Trump Jr., e dell’ex conduttore di Fox News Tucker Carlson. Ma i negoziati sarebbero saltati qualche settimana fa dopo che RFK jr. ha pubblicato nei suoi canali social un video della telefonata privata con Trump in cui l’ex presidente degli Stati Uniti avallava compiaciuto le false teorie sulla sicurezza dei vaccini, uno dei totem della campagna elettorale di Kennedy. 

Per sostenere Trump, Kennedy potrebbe chiedere un ruolo significativo proprio nell’ambito della salute nella futura amministrazione, così da poter influenzare le politiche sanitarie. Inoltre vorrebbe che il suo movimento politico continuasse a esistere in qualsiasi forma, mantenendo magari la presenza nelle schede elettorali in alcuni Stati.

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