La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato questa mattina la composizione della sua nuova squadra e i relativi portafogli in una riunione a Strasburgo con i leader dei gruppi e la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Ora tutti i commissari dovranno essere valutati uno a uno dagli eurodeputati. Un puzzle complesso, che si è complicato ancora di più nelle ultime ore dopo le dimissioni del commissario francese al Mercato interno Thierry Breton, che era ricandidato alla sua successione. Con una lettera durissima, Breton ha lasciato Bruxelles con l’accusa pesante alla presidente di aver lavorato alle sue spalle affinché la Francia proponesse un altro candidato, definendo «discutibile» la governance von der Leyen. Poche ore dopo, il presidente francese Emmanuel Macron ha indicato per l’incarico Stéphane Séjourné, attualmente ministro degli Esteri e per l’Europa, che è stato anche presidente del gruppo Renew al Parlamento europeo.
Sono confermate le cinque vicepresidenze esecutive, tra cui una al commissario italiano Raffaele Fitto, che ha suscitato polemiche tra socialisti, verdi e liberali. Il suo portafoglio sarà Coesioni e Riforme. Kaja Kallas, dall’Estonia, è stata nominata Alto rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza, incaricata di rappresentare l’UE sulla scena globale e di rafforzare la sua politica estera comune. La spagnola Teresa Ribera assume il ruolo di Vicepresidente esecutiva per la Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, un compito cruciale in un momento in cui l’Europa cerca di consolidare la sua posizione di leader nella lotta al cambiamento climatico. La finlandese Henna Virkkunen è stata nominata Vicepresidente esecutiva per la Sovranità Tecnologica, Sicurezza e Democrazia, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia tecnologica dell’UE e la sua resilienza contro le minacce alla sicurezza. Il francese Stéphane Séjourné, sostituto di Breton, si occuperà di Prosperità e Strategia Industriale come Vicepresidente esecutivo, concentrandosi sull’innovazione e sulla crescita economica sostenibile.
La rumena Roxana Mînzatu guiderà le politiche per le Persone, Competenze e Preparazione, Magnus Brunner, dall’Austria, è stato nominato Commissario per gli Affari Interni e la Migrazione, mentre Hadja Lahbib, del Belgio, si occuperà di Preparazione, Gestione delle Crisi e Uguaglianza. La bulgara Ekaterina Zaharieva assumerà la responsabilità per le Startup, la Ricerca e l’Innovazione, promuovendo lo sviluppo tecnologico e l’imprenditorialità. Dubravka Šuica, dalla Croazia, sarà responsabile delle politiche per il Mediterraneo, mentre Costas Kadis, di Cipro, si concentrerà sulla Pesca e gli Oceani. Dalla Repubblica Ceca, Jozef Síkela guiderà i Partenariati Internazionali, e Dan Jørgensen, dalla Danimarca, sarà il Commissario per l’Energia e l’Abitazione, temi chiave nell’agenda di sostenibilità dell’UE.
Apostolos Tzitzikostas, dalla Grecia, guiderà il dipartimento per i Trasporti Sostenibili e il Turismo, mentre Olivér Várhelyi, dall’Ungheria, si concentrerà sulla Salute e il Benessere Animale. Michael McGrath, irlandese, è stato nominato Commissario per la Democrazia, la Giustizia e lo Stato di Diritto, e Valdis Dombrovskis, dalla Lettonia, si occuperà dell’Economia e Produttività, oltre che dell’Implementazione e Semplificazione delle normative. Andrius Kubilius, dalla Lituania, assumerà il ruolo di Commissario per la Difesa e lo Spazio, mentre Christophe Hansen, del Lussemburgo, sarà responsabile per l’Agricoltura e l’Alimentazione. Glenn Micallef, da Malta, guiderà il dipartimento per l’Equità Intergenerazionale, Gioventù, Cultura e Sport, un ruolo che sottolinea l’importanza della coesione sociale.
Wopke Hoekstra, dei Paesi Bassi, sarà alla guida delle politiche per il Clima, la Crescita a Zero Emissioni e la Crescita Pulita, mentre Piotr Serafin, dalla Polonia, si occuperà del Bilancio, della Lotta alle Frodi e delle Amministrazioni Pubbliche. Maria Luís Albuquerque, dal Portogallo, sarà responsabile per i Servizi Finanziari. Maroš Šefčovič, della Slovacchia, assumerà la carica di Commissario per il Commercio e la Sicurezza Economica, oltre a curare le Relazioni Interistituzionali e la Trasparenza. Marta Kos, dalla Slovenia, guiderà le politiche per l’Allargamento, mentre Jessika Roswall, dalla Svezia, sarà Commissaria per l’Ambiente, la Resilienza Idrica e un’Economia Circolare Competitiva.
Quindi, in definitiva, i commissari di Affari esteri e politica di sicurezza, Allargamento, Difesa e Spazio sono stati affidati tutti a rappresentanti dell’Europa orientale. Sono posizioni importanti, cruciali sul dossier della guerra russa all’Ucraina. Il valore simbolico e politico di aver affidato quelle posizioni a rappresentanti di Paesi dell’Europa orientale è enorme: un segnale importante dato dalla presidente von der Leyen a Mosca.
La nuova Commissione sarà sbilanciata a destra: il Ppe ha quattordici commissari più la presidente, i socialisti quattro e cinque i liberali. Le donne sono undici su ventisette. Von der Leyen è riuscita a imporsi facendo raddoppiare la presenza femminile iniziale con un forte pressing sui Paesi più piccoli come Romania, Bulgaria, Slovenia ma anche su Portogallo e Belgio.