Oggi inizia l’esame del Piano strutturale di bilancio (Psb) da parte di Camera e Senato. E ieri il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è intervenuto in audizione davanti alle commissioni Bilancio per presentare il documento settennale, affermando che l’Italia uscirà fuori dalla procedura di deficit nel 2027, ma che tuttavia la revisione dei conti pubblici dell’Istat «rende più difficile l’obiettivo di crescita del Pil dell’1 per cento nel 2024». Il ministro ha rivendicato «ambizione e realismo» in vista di una legge di bilancio «che non lascerà indietro nessuno», ma per la quale servono risorse subito, anche e soprattutto per rispettare le regole europee che lui stesso ha votato.
Quindi tagli alla spesa – tranne per la sanità – e nuove tasse per chi «può permetterselo», ha detto Giorgetti. Rompendo poi un tabù del centro-destra, l’«aggiornamento delle rendite catastali». Ma non per tutti, come chiede l’Unione europea da anni, bensì in modo selettivo. Cominciando dagli «immobili fantasma» che nonostante la possibile regolarizzazione ancora ci sono e aumentano, per passare poi agli edifici che hanno beneficiato dei bonus edilizi. La norma, già oggi, prevede che chi ha usato il 110 per cento debba adeguare la rendita catastale, la «base» su cui si calcolano le tasse, dall’Imu a quelle sulle compravendite. «Verificheremo», dice Giorgetti. La verifica della rendita catastale ai fini dell’aggiornamento, da cui potrebbe arrivare un gettito non indifferente, riguarda potenzialmente tutte le unità immobiliari che hanno beneficiato del Superbonus al 110 per cento.
Il passaggio del discorso in cui Giorgetti mette al corrente i parlamentari di questa norma non lascia dubbi: «I valori catastali saranno rivisti per quegli immobili che hanno conseguito un miglioramento strutturale, a seguito di interventi di riqualificazione finanziati in tutto o in parte da fondi pubblici».
Terminata la relazione di Giorgetti, ha preso la parola il senatore del Pd Antonio Misiani precisando: «L’informazione sul catasto è dirompente rispetto a quanto ha sempre sostenuto questa maggioranza, rigettando qualunque aggiornamento delle rendite». Giorgetti ha spiegato: «Non si tratta di fare un aggiornamento di mercato che la Commissione europea ci ha chiesto ripetutamente, ma di cercare le case fantasma e di verificare se chi ha fatto le ristrutturazioni edilizie ha aggiornato i valori catastali, come era tenuto a fare. Andremo a vedere, e se i dati non sono stati aggiornati ci saranno benefici a favore dei Comuni». Poi il Mef ha fornito un’ulteriore precisazione: «L’adeguamento riguarda gli immobili che hanno usufruito del Superbonus al 110 per cento – come previsto dalla legge di bilancio dello scorso anno – e sono esclusi i lavori rimborsati con le detrazioni ordinarie».
Oltre a questo, Giorgetti ha spiegato che la prossima legge di bilancio renderà permanenti il taglio del cuneo fiscale per i dipendenti sotto i 35mila euro di e gli sgravi Irpef fino a 28mila euro, ma anche la decontribuzione per le mamme che hanno figli e le deduzioni per le imprese che assumono.
Il governo, ha spiegato poi, «considera necessario incrementare i fondi destinati alla sanità pubblica». La finanziaria «stanzierà anche risorse per il rinnovo dei contratti pubblici per il periodo 2025-2027». Poi una puntualizzazione sulle accise: «Abbiamo scritto che ci sarà un allineamento, probabilmente faremo una riduzione della benzina e un innalzamento del gasolio, cercando di evitare contraccolpi per le categorie che utilizzano il gasolio per scopi professionali. Lo faremo con gradualità».
In ogni caso Giorgetti ha confermato il deficit al 3,8% nel 2024, mezzo punto inferiore a quello previsto pochi mesi fa. «Merito del governo e della sua prudenza», ha rivendicato Giorgetti, per aver guadagnato spazi fiscali utili per la manovra di bilancio, restando anche particolarmente prudenti sulle previsioni. Quelle del Tesoro sono molto migliori di quelle della Commissione che, ha precisato, non tengono conto dell’impatto del Pnrr sulla crescita. Ma, ha precisato, «ogni intervento di politica di bilancio deve essere attentamente valutato e collocato nel contesto in cui è introdotto, senza dare per acquisiti i vantaggi temporanei. Solo così sarà possibile migliorare la reputazione e l’attrattività dell’Italia e, di conseguenza, garantire la stabilità dei nostri vantaggi».