Vecchi equivociA Meloni i giudici di parte vanno bene, purché stiano dalla sua

Il modello ungherese ostinatamente perseguito dal governo italiano non prevede magistrati (e poliziotti) attivamente impegnati contro i nemici della Nazione, prontamente indicati dall’esecutivo, scrive Francesco Cundari nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette

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A illustrare alla stampa il decreto sui paesi sicuri varato dal Consiglio dei ministri due giorni fa, al culmine dello scontro con la magistratura, c’erano, oltre al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, due ex magistrati: il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. E questo è tutto quello che ho da dire a commento delle violentissime dichiarazioni del governo contro i magistrati politicizzati e i pm che dovrebbero smettere di «fare comizi». Parole che ieri hanno spinto larga parte del Consiglio superiore della magistratura a chiedere l’apertura di una pratica a tutela dell’indipendenza e dell’autonomia dei magistrati.

La verità è che il centrodestra è favorevolissimo al fatto che i magistrati facciano politica e intervengano pesantemente nel dibattito pubblico, e infatti, oltre a farli ministri e sottosegretari, ne candida continuamente in parlamento e anche nelle amministrazioni locali. E fa di tutto per trascinare sullo stesso terreno, ovviamente dalla sua parte, anche la polizia. Il che, sia detto a margine, spiega forse anche l’intervento di Sergio Mattarella in difesa delle forze dell’ordine, dopo le gravi denunce del Consiglio d’Europa, su cui Giorgia Meloni aveva già ricominciato a fare campagna.

Altro che garantismo, divisione dei poteri, terzietà dei giudici. Il modello ungherese ostinatamente perseguito dal governo Meloni non prevede niente di tutto questo, anzi, prevede l’esatto contrario. Prevede giudici (e poliziotti) attivamente impegnati contro i nemici della Nazione, prontamente indicati dall’esecutivo. Ma soprattutto non riconosce diritti inalienabili. Comprende anzi categorie di persone che possono essere spogliate di ogni tutela e di ogni garanzia, definite «illegali» prima ancora di avere fatto alcunché, per il semplice fatto di esistere.

Un disegno illiberale che richiede l’attiva partecipazione dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine, esattamente come accade in Ungheria. O in Polonia, modello forse anche più vicino a Fratelli d’Italia, se pensiamo in particolare alle recenti e raggelanti dichiarazioni della ministra Eugenia Roccella – l’ex radicale Eugenia Roccella, vorrei sottolineare – sui medici-delatori, che secondo lei dovrebbero alle autorità i casi di sospetta gestazione per altri.

Leggi l’articolo di Amedeo La Mattina su questo argomento

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