
Ancora una notte di attacchi aerei israeliani sul Libano. Questa volta il raid ha preso di mira il centro della capitale Beirut, colpendo un edificio residenziale del quartiere di Bashoura, non lontano dalla sede locale delle Nazioni Unite e dall’ufficio del primo ministro. Il ministero della Salute libanese ha fatto sapere che nell’attacco sono state uccise sei persone e undici sono rimaste ferite. Non si sa quale sia stato l’obiettivo del bombardamento e l’esercito israeliano per ora non ha fornito maggiori dettagli. Ma secondo fonti libanesi, si trattava di «un centro di soccorso di Hezbollah».
Israele ha colpito anche altre zone di Beirut durante la notte. In particolare nel quartiere Dahieh, nella periferia meridionale della città con una forte presenza di Hezbollah, dove la scorsa settimana un bombardamento ha ucciso il leader del gruppo Hassan Nasrallah.
Nel frattempo stanno continuando le operazioni militari di terra israeliane nel sud del Libano. L’esercito israeliano ha fatto sapere che otto suoi soldati sono stati uccisi nel corso di scontri contro i miliziani di Hezbollah. Che ha fatto sapere di essere pronta a respingere le truppe di Israele: «Abbiamo combattenti, armi e munizioni a sufficienza».
Mercoledì 2 ottobre Israele ha anche bombardato un edificio residenziale del quartiere Mezzeh di Damasco, in Siria, sede di edifici diplomatici e uffici dell’Onu. Nell’attacco, sono state uccise tre persone, compreso forse il genero di Hassan Nasrallah, Hassan Jaafar al-Qasir. Ma non ci sono conferme da parte di Hezbollah.
Intanto, secondo il ministro degli Esteri libanese Abdallah Bou Habib, l’ex leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah avrebbe accettato un cessate il fuoco con Israele poco prima di essere ucciso dagli israeliani. Mentre secondo funzionari di Teheran citati dall’agenzia di stampa Reuters, il leader supremo iraniano Ali Khamenei avvertì invece Nasrallah di fuggire dal Libano pochi giorni prima che venisse ucciso. Subito dopo l’attacco ai cercapersone del 17 settembre, Khamenei avrebbe inviato un messaggio a Nasrallah dicendogli di recarsi subito in Iran, mettendolo in guardia su rapporti d’intelligence secondo i quali Israele aveva agenti all’interno del movimento sciita e stava pianificando di ucciderlo.