
L’esercito ucraino ha dichiarato di aver colpito un grande terminale petrolifero al largo della penisola occupata di Crimea. È stato un attacco missilistico ponderato e ben eseguito. Non è la prima volta che Kyjiv colpisce un impianto energetico in una zona occupata dalle truppe russe. E quello stesso impianto era già stato colpito da un attacco di droni ucraini a marzo.
Il bersaglio era il terminal di Feodosia, il più grande impianto di lavorazione del petrolio della penisola. I funzionari russi di stanza in Crimea – penisola occupata illegalmente dal 2014 – non hanno mai davvero confermato l’attacco, ma hanno riconosciuto un incendio nella struttura. E non sono state segnalate vittime dell’esplosione. In ogni caso è stata dichiarata l’emergenza a livello municipale e trecento persone sono state evacuate da Feodosia a causa dell’incendio, secondo l’agenzia di stampa statale Tass.
In una dichiarazione che annunciava l’attacco, lo stato maggiore ucraino aveva detto che i prodotti petroliferi spediti dal terminal venivano usati per «soddisfare le esigenze dell’esercito di occupazione russo». Per cui l’attacco ucraino aveva un obiettivo facilmente riconoscibile: tagliare i rifornimenti alle truppe che combattono al fronte nelle regioni orientali e meridionali dell’Ucraina.
Kyjiv attacca le strutture energetiche sempre con grossa cautela, generalmente come azione di rappresaglia per gli attacchi di Mosca alle infrastrutture energetiche che riforniscono l’esercito ucraino o la popolazione nelle città: più volte i lanci missilistici e i raid con i droni hanno danneggiato infrastrutture energetiche lasciando molte persone al buio e al freddo. Lo scorso giugno il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva detto che almeno l’ottanta per cento dell’energia termica dell’Ucraina e un terzo della sua produzione idroelettrica sono stati distrutti dagli attacchi russi.
L’attacco al terminal petrolifero in Crimea è avvenuto quasi in contemporanea a una dichiarazione ufficiale arrivata da Kyjiv: l’aeronautica militare ha abbattuto trentadue droni e due missili lanciati verso la capitale ucraina durante la notte scorsa dalla Russia. Solo un missile Kinzhal è riuscito a eludere le difese aeree e ha colpito un’area attorno all’aeroporto di Starokostiantyniv, nella regione di Khmelnytsky.
Mentre nella città ucraina meridionale di Kherson, i funzionari hanno detto che diciassette persone sono rimaste ferite in un attacco aereo russo. Il governatore dell’Oblast’ di Kherson, Oleksandr Prokudin, ha detto che tra questi ci sono un bambino di due anni e una bambina di quattro anni.