Sono un’ottimista, credo nelle sorti magnifiche e progressive dell’umanità, ma le foto dell’ultimo ballo delle debuttanti a Parigi fanno vacillare anche me. La meravigliosa Apple Martin, un nome un programma di quanto avrebbe dovuto essere cool questa ragazza, figlia dei più cool della nostra generazione, e invece. Al ballo delle debuttanti con papà mamma nonna e fratellone. Una famiglia concentrato di aristocrazia di Hollywood, uppereast e rock britannico, tutti in tiro come neanche al capodanno del Rotary a Terni.
Vestita di azzurro cielo e fiocco nero Valentino, labbra gonfiate, trucco e parrucco da sposa. Bellissima per carità, ci mancherebbe altro. Questione di geni e anche di età, la bellezza del somaro diceva mia nonna. Ma ve la ricordate mamma Gwyneth, la nostra it girl, a vent’anni? Biondissima magrissima irraggiungibile. Capelli corti, sigaretta alla mano e giacche di pelle, che sfoggiava di volta in volta come fidanzati i più belli di Hollywood come fossero accessori.
Ecco che la figlia un quarto di secolo dopo possa essere finita al ballo delle debuttanti a cercare marito mi sconvolge. Noi ragazze vagamente grunge degli anni Novanta solo all’idea ci avremmo riso su, anche dalla provincia profonda. Figuriamoci da Beverly Hills.
Ho fatto un esperimento. Ho fatto vedere le foto di Apple oggi e di Gwyneth allora a mio figlio, diciotto anni, fine intellettuale de sinistra: più bona la figlia della madre, ma che è sta cafonata? Poi certo che vince Donald Trump.