Guidati dal ventoDue bici, una tenda e il Giappone all’orizzonte

A febbraio, Omar Ayoubi e Chiara Maffina saluteranno Valmorea (provincia di Como) per intraprendere un viaggio lungo più di un anno. Il progetto si chiama Tailwindonbikes e ha due obiettivi principali: raccogliere fondi per i minori in condizioni di fragilità ed esaltare la bellezza dell’improvvisazione

Courtesy of Chiara Maffina e Omar Ayoubi

L’alpinista, scrittore, esploratore e fotoreporter Walter Bonatti, che nel corso della sua esistenza visse molte vite, alcune piene di successo, e altre caratterizzate da un forte isolamento, passando lunghi periodi nei posti più incontaminati del pianeta, scriveva: «L’essere umano vive in città, mangia senza fame e beve senza sete, si stanca senza che il corpo fatichi, rincorre il proprio tempo senza raggiungerlo mai. […] Alcuni esseri umani, però, a volte hanno bisogno di riprendersi le proprie vite, di ritrovare una strada maestra». 

È questo spirito di esplorazione che ha ispirato due giovani comaschi, Omar Ayoubi e Chiara Maffina, che quest’anno intraprenderanno un lungo viaggio in bicicletta che partirà a metà febbraio, da Valmorea (provincia di Como) fino al Giappone, dove arriveranno nella primavera del 2026. 

Il viaggio si articolerà in una serie di tappe: dopo aver attraversato l’Italia e l’Europa dell’est (Slovenia, Croazia, Albania, Bosnia, e Kosovo), Chiara e Omar giungeranno in Turchia, e da lì passeranno dalla Georgia per poi avventurarsi lungo la Pamir Highway, un percorso che attraversa l’Asia Centrale e si snoda tra le montagne tra Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan, Pakistan, toccando vette di quattromila metri. 

Da lì, il viaggio continuerà verso la Cina, passando per il Nepal, sul massiccio montuoso himalayano dell’Annapurna, per poi concludersi in Giappone. La scelta del periodo di partenza non è casuale: le condizioni climatiche, infatti, sono state un fattore determinante nell’ideazione del progetto: «Partire in inverno ci permetterà di attraversare alcune regioni nei mesi migliori, per esempio quelle oltre il mar Caspio, evitando quando possibile temperature estreme», racconta Chiara. 

Courtesy of Chiara Maffina e Omar Ayoubi

La particolarità del viaggio non sta solo nella sua lunghezza, ma anche nelle modalità con cui verrà svolto. Chiara e Omar, infatti, hanno scelto di affrontare la maggior parte del viaggio “soggiornando” in una tenda e affidandosi all’ospitalità di altri cicloviaggiatori e cicloviaggiatrici, e delle persone che incontreranno lungo il percorso. 

Omar racconta di WarmShowers, una piattaforma che connette gli amanti dei viaggi a pedali in cerca di ospitalità durante i propri viaggi: «Durante l’estate ospitiamo molti viaggiatori a casa nostra: Como è un incrocio di molte rotte europee, e anche grazie alla piattaforma si è creata una buona community di ciclisti». 

L’aspetto più entusiasmante del progetto, però, è l’improvvisazione: «È inutile preparare il viaggio in modo molto dettagliato: svilupperemo il programma di settimana in settimana – racconta Chiara –. In questo tipo di avventure è bello vivere l’improvvisazione: non può essere una vacanza programmata. È un’esperienza che ti aiuta davvero a vivere il momento, perché sai che passerai in posti che forse non vedrai più». 

Omar e Chiara si sono incontrati grazie alla passione per la bicicletta: entrambi avevano già affrontato brevi o lunghi viaggi su due ruote. «Nel 2022 avevo fatto un’altra esperienza di viaggio in bicicletta: 8.556 chilometri dall’Alaska al Messico, pedalando in bicicletta e in handbike – racconta Chiara –. Mi sono innamorata dell’idea del viaggio su due ruote. Quando sono rientrata in Italia la mia idea era quello di iniziare a lavorare per quello che avevo studiato, e poi ripartire. Questo è sempre stato il mio obiettivo». 

Anche Omar aveva già fatto esperienza su altri sentieri, come sul Cammino di Santiago, o su tragitti tra Como e Copenaghen e Como – Puglia. «Dopo esserci conosciuti ci siamo vissuti il tempo com’era, esplorando le cose che ci sono qua, man mano che si avvicinava la partenza», aggiungono. Poi, insieme, hanno deciso di partire.

Ci sono molti motivi che spingono una persona a mettersi in viaggio. «A volte se pensi al futuro ti può spaventare, perché non capisci come prendere le cose, dove spendere le tue energie – confida Chiara –. Il viaggio in bici è bello perché ti rende la vita semplificata: oggi sai che devi fare un tragitto, non sai ancora cosa mangerai, cosa farai la sera, e nemmeno dove sarai a dormire: lasci un po’ le cose al caso. La cosa bella della bici è che puoi portarti dietro abbastanza cose che però non ti pesano troppo, e non diventa una fatica enorme, che ti consente di allontanarti tanto. È inutile che sto a pensare come sarà da qua a là, pensiamo invece a come sarà di settimana in settimana». 

«Nella quotidianità sei iperstimolato. Così, invece, hai il potere di avere in mano il tuo tempo. Anche il limite lo abbiamo deciso noi – aggiunge Omar –. Si tratta della libertà delle tue scelte, di non pensare sempre che la vita sia finita, e che viaggiare lo possano fare solo i ricchi: non vai nell’hotel con piscina, ma in tenda, mangi le cose del supermercato. Stai nella natura». 

Oltre alla scoperta di paesaggi e posti nuovi, il viaggio apre a una dimensione di incontro. Chiara racconta delle persone incontrate durante le sue esplorazioni, in particolare quella dall’Alaska al Messico. «Eravamo in Canada e stavamo cercando un posto per dormire in un campeggio, che però era pieno. Abbiamo trovato una coppia con il Van, e gli abbiamo chiesto di dividere il posto con loro. Da lì ci siamo conosciuti e ci hanno ospitato cinque giorni nella loro casa in California: ci hanno accolti, e ci hanno fatto mangiare cibo italiano. Oppure quando eravamo sperduti nelle montagne in Messico, al mio compagno di viaggio si era rotto il pedale della handbike. Io ho pedalato tutto il giorno, lui ha fatto l’autostop, poi abbiamo incontrato un signore che abitava con la famiglia a Tequila, e ci ha ospitato a casa sua per la notte. A volte non devi pensarci, e lasciare che le cose accadano». 

Il progetto di Omar e Chiara, che prende il nome di “Tailwindonbikes” (“vento a favore di bicicletta”) è anche un impegno sociale: la coppia ha infatti deciso di utilizzare questo viaggio come pretesto per raccogliere fondi a favore della Comunità Annunciata di Como, una realtà che supporta minori in situazioni di fragilità, disagio sociale, e maltrattamento. 

 

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«Abbiamo deciso di fare questa cosa, ma nell’intraprendere un viaggio del genere ci sentiamo un po’ privilegiati, perché possiamo stare un anno senza lavoro, e ne accettiamo le condizioni – commenta Omar –. Così abbiamo deciso di aprire una raccolta fondi per finanziare la Comunità Annunciata, e con i soldi che raccoglieremo saranno finanziate attività sportive e ricreative per i minori, per esempio attraverso l’acquisto di attrezzature sportive per far avvicinare i ragazzi al mondo del ciclismo». Omar e Chiara partono lasciando a casa le aspettative, perché «con questo tipo di viaggio non puoi averne. Ci interessa solo partire, e vedere quello che succede». 

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