America 2025Trump non esclude di usare la forza militare per occupare Panama e Groenlandia

Lo ha detto durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago, spiegando che gli Stati Uniti ne hanno bisogno per la sicurezza economica

(AP Photo/Evan Vucci)

A pochi giorni dall’insediamento alla Casa Bianca del 25 gennaio, il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump non ha escluso l’uso della forza militare per un’eventuale riconquista del canale di Panama e per l’annessione della Groenlandia.

I due territori non fanno parte degli Stati Uniti, ma Trump più volte ha detto di volerne prendere il controllo. Proprio in merito a queste sue esternazioni, durante una conferenza a Mar-a-Lago – in Florida – un giornalista ha chiesto a Trump rassicurazioni sul fatto che non abbia intenzione di utilizzare «la forza militare militare o la coercizione economica» per ottenere il controllo di questi territori. Trump ha risposto: «A proposito di Panama e della Groenlandia, non posso promettere niente». Anzi, ha aggiunto: «Posso dire questo: ne abbiamo bisogno per la sicurezza economica. Il Canale di Panama è stato costruito per i nostri militari. Non ho intenzione di impegnarmi su questo adesso… potrebbe darsi che dovrò fare qualcosa».

Sul canale di Panama, Trump ha citato l’ex presidente Jimmy Carter, scomparso di recente. Carter era una «brava persona», ha detto, ma «dare via il Canale di Panama fu un grosso errore. Credo sia per questo che perse le elezioni, ancora di più che per gli ostaggi», riferendosi alla vicenda degli ostaggi americani a Teheran.

Il Canale di Panama, che collega l’oceano Atlantico e quello Pacifico, fu costruito all’inizio del Novecento dal genio militare degli Stati Uniti. Negli anni Settanta, Carter firmò un accordo per restituire il Canale all’omonimo Stato del Centro America. Ma di recente Trump ha messo in discussione la giurisdizione sul Canale, accusando Panama di applicare dazi eccessivi alle navi statunitensi che transitano e minacciando di riprenderne il controllo.

La Groenlandia, invece, fa parte della Danimarca (pur mantenendo una certa autonomia) e da anni è un territorio molto ambito per la ricchezza di metalli rari. Da anni Trump dice di voler «acquistare» la Groenlandia. E in conferenza stampa il presidente eletto ha anche sottolineato di non escludere «dazi nei confronti della Danimarca». La prima ministra danese Mette Frederiksen ha risposto che «la Groenlandia non è in vendita e non lo sarà nemmeno in futuro».

Nella conferenza non è mancata neppure l’ennesima bordata nei confronti del vicino Canada, per il quale Donald Trump ha intenzione di usare la «forza economica» dopo aver espresso la volontà che il paese diventi il cinquantunesimo Stato americano. Trump poi ha anche detto di voler rinominare “Golfo d’America” il Golfo del Messico, «perché lì facciamo la maggior parte del lavoro ed è nostro».

Ha ribadito inoltre che i membri della Nato «dovrebbero portare la spesa per la difesa al 5 per cento» del Pil. Trump ha precisato: «Tutti possono permetterselo, ma dovrebbe essere al 5 per cento e non al 2 per cento».

Nel corso delle sue esternazioni, Donald Trump ha accennato anche alla guerra in Ucraina. «Si è rivelata una guerra molto brutta, e potrebbe degenerare. Quella guerra potrebbe degenerare fino a diventare molto peggio di quanto non sia adesso», ha detto, accusando il presidente Joe Biden di aver insistito troppo sull’ingresso di Kyjiv nella Nato.

Sul fronte mediorientale, il presidente eletto ha minacciato che «se gli ostaggi in mano ad Hamas non verranno liberati entro il 20 gennaio, in Medioriente si scatenerà l’inferno», tornando a ripetere una minaccia già fatta nelle scorse settimane. «Non sarebbe bene per Hamas e non sarebbe bene, francamente, per nessuno. L’inferno scoppierà, non voglio dire di più ma è questo». Nella conferenza stampa è intervenuto anche Steve Witkoff, che sarà l’inviato di Trump in Medio Oriente, che ha detto che i negoziati «stanno facendo molti progressi» verso un accordo per il rilascio degli ostaggi israeliani. E ha ribadito che «veramente spera che entro l’inaugurazione avremo delle buone cose da annunciare a nome del presidente».

 

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