Vignaiola e romagnola, Rita Babini produce vino nella sua azienda, Ancarani, a Oriolo dei Fichi nel territorio faentino, e da ieri è la nuova presidentessa della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi), che attualmente conta più di 1.700 produttori associati da tutte le regioni italiane, per un totale di oltre 17.000 ettari di vigneto.
Babini aveva già svolto un ruolo attivo nella federazione per due mandati in qualità di segretaria nazionale ed è stata eletta per il triennio 2025-2028 assieme al Consiglio Direttivo, composto da quindici membri, dei quali sette confermati rispetto al precedente mandato e otto al primo incarico.
Come aveva già annunciato, il presidente uscente Lorenzo Cesconi non si è ricandidato, seguendo la decisione di tornare a dedicarsi a tempo piano alla propria azienda, dopo numerosi anni di impegno associativo.
Nuovo mandato di fronte a uno scenario impegnativo
Quello della presidentessa Babini è un mandato che si apre di fronte a sfide importanti, non solo per i piccoli produttori, ma per l’intero mondo del vino. Per Fivi infatti sono diversi i temi caldi di cui occuparsi sul piano nazionale. «L’ambizione dei nostri obiettivi principali è alta – ha affermato la presidentessa – siano questi il riconoscimento della figura giuridica del vignaiolo, la rappresentatività nei consorzi di tutela o la semplificazione e unificazione dei controlli».
Le sfide non si fermano entro i confini italiani. «A questi obiettivi di carattere nazionale si uniscono sfide talvolta ancora maggiori a livello europeo, che ci vedono già coinvolti oggi e che cresceranno ulteriormente nei prossimi anni». Dalle politiche agricole di Bruxelles al rischio di misure sempre più restrittive sulle bevande alcoliche, sono diverse le questioni che vedono Fivi impegnata nella difesa delle piccole imprese vitivinicole che, attraverso il vino, si prendono cura del territorio. Un impegno in cui la Federazione è attiva da anni, promuovendo e tutelando la figura, il lavoro, gli interessi e le esigenze tecnico-economiche di tutti quei produttori che attuano il ciclo produttivo completo del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento e alla commercializzazione del prodotto finale.
«Vogliamo poter vivere dignitosamente del nostro lavoro e garantire che il nostro “mestiere” esista ancora domani» ha dichiarato Babini. «Per arrivare a ciò occorre una grande perseveranza nell’operato di Fivi, e sono certa che le vignaiole e i vignaioli eletti in Consiglio sapranno garantirla con l’impegno e la passione che ha sempre contraddistinto la nostra associazione».
Tra i consiglieri eletti ieri assieme alla presidente ci sono Clementina Balter (Trentino), Ludovico Maria Botti (Lazio), Fabio de Beaumont (Campania), Camillo Favaro e Pietro Monti (Piemonte), Francesco Mazzone (Puglia), Ninive Pavese (Valle d’Aosta), Désirée Pascon Bellese e Andrea Pieropan (Veneto), Stefano Pizzamiglio (Emilia-Romagna), Carmela Pupillo (Sicilia), Valeria Radici (Lombardia), Alessandro Starrabba (Marche), Stefan Vaja (Alto Adige).
