C’era una volta l’AmericaAll’Onu gli Stati Uniti si sono schierati con la Russia sulla guerra in Ucraina

All’Assemblea generale, Washington per due volte ha votato con Mosca contro una risoluzione di condanna dell’aggressione russa e di sostegno all’integrità territoriale ucraina presentata dai Paesi Ue, che è comunque passata con novantatré sì, diciotto no e sessantacinque astenuti

(La Presse)

Nel terzo anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha respinto il tentativo degli Stati Uniti di far passare una risoluzione con cui si chiedeva la fine della guerra, ma senza mai menzionare e condannare l’invasione russa iniziata il 24 febbraio il 2022.

Mentre il presidente francese Emmanuel Macron faceva visita a Donald Trump alla Casa Bianca, all’Onu Washington si è schierata per due volte con la Russia di Vladimir Putin.

Prima di procedere al voto, l’Assemblea generale ha approvato modifiche sostanziali alla bozza di risoluzione statunitense, per chiarire il ruolo della Russia come Paese aggressore dell’Ucraina e la violazione delle norme internazionali nell’invasione iniziata nel 2022. La risoluzione, così modificata, è stata approvata con novantatré voti favorevoli, otto contrari e settantatré astenuti. Gli Stati Uniti si sono astenuti, la Russia ha votato contro.

L’Assemblea ha votato poi a favore di una risoluzione sostenuta invece dai Paesi dell’Unione europea, con cui si chiedeva il ritiro immediato delle truppe russe dall’Ucraina. Questo testo è passata con novantatré sì, diciotto no e sessantacinque astenuti. Gli Stati Uniti questa volta hanno votato contro.

Poco dopo, al Consiglio di sicurezza, Washington ha presentato un’altra risoluzione che chiede la «rapida fine della guerra», ma senza condannare Mosca attribuire alcuna colpa. I diplomatici russi e cinesi hanno appoggiato il testo. La risoluzione è stata approvata con dieci voti favorevoli su quindici, tra cui Stati Uniti e Russia. Francia e Regno Unito, Paesi membri permanenti con diritto di veto, si sono astenuti.

Intanto, il G7 sotto presidenza di turno canadese non è riuscito ad adottare una dichiarazione comune, rinviata a un secondo momento.

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