
Le truppe nordcoreane inviate a combattere al fianco della Russia nella guerra d’invasione in Ucraina potrebbero essersi ritirate dal fronte. La notizia arriva dall’agenzia di spionaggio sudcoreana, che ha sostenuto l’ipotesi del ritiro motivandola con le gravi perdite nelle prime settimane di coinvolgimento delle truppe nordcoreane.
Secondo il Servizio di intelligence nazionale di Seul, la Corea del Nord avrebbe ritirato le sue trupe dalla linea del fronte già verso la metà di gennaio. Erano undicimila i soldati al servizio di Kim Jong-un nella regione russa di Kursk alla fine del 2024, conseguenza di un accordo di difesa reciproca che avrebbe dovuto rafforzare l’alleanza tra le due dittature contro quella che hanno definito «egemonia occidentale» guidata dagli Stati Uniti.
«Il loro coinvolgimento ha avuto un prezzo elevato», scrive il Guardian. Funzionari dell’intelligence in Corea del Sud hanno dichiarato che circa trecento nordcoreani sono stati uccisi e sono circa duemilasettecento i feriti. Secondo i servizi segreti di Seul, l’elevato numero di vittime è stato uno dei fattori che hanno contribuito all’apparente decisione di ritirare i soldati nordcoreani da Kursk, dove le forze ucraine hanno lanciato un’offensiva a sorpresa nell’agosto 2024.
A gennaio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aveva pubblicato una clip che mostrava due soldati nordcoreani catturati, uno dei quali diceva che i suoi comandanti gli avevano detto che era stato inviato per un esercizio di addestramento.
«Si dice che i soldati della Corea del Nord, che non avevano mai combattuto prima di essere schierati, non fossero preparati alla dura realtà della guerra in un territorio sconosciuto e fossero particolarmente vulnerabili ai droni ucraini», scrive ancora il Guardian.
Funzionari dell’intelligence del Sud hanno fatto sapere che sui cadaveri dei soldati nordcoreani erano stati rinvenuti appunti che indicavano ciò che si aspettava il regime di Pyongyang in caso di cattura: meglio il suicidio che prigionieri.
In cambio dell’invio di personale, armi e munizioni, la Corea del Nord vorrebbe ottenere l’accesso alla sofisticata tecnologia satellitare russa e vorrebbe mettere in cassa valuta estera per finanziare i suoi programmi nucleari e missilistici balistici.
La Corea del Nord non ha mai riconosciuto pubblicamente il suo coinvolgimento nella guerra, ma a ottobre Vladimir Putin non aveva negato che le truppe di Pyongyang fossero arrivate in Russia. Il vice ministro degli esteri nordcoreano Kim Jong-gyu aveva detto che qualsiasi dispiegamento del genere sarebbe stato in linea con il diritto internazionale.