Blindato Meloni conferma la fiducia a Delmastro dopo la condanna a otto mesi

«Il sottosegretario rimane al suo posto», dice la presidente del Consiglio dopo la sentenza in primo grado del tribunale di Roma. Per i giudici, il deputato di Fratelli d’Italia ha violato il principio della riservatezza delle informazioni istituzionali in merito al caso Cospito

Mauro Scrobogna / LaPresse

La notizia principale sui quotidiani italiani di oggi è la condanna a otto mesi di reclusione, con pena sospesa, di Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia e deputato di Fratelli d’Italia. Il tribunale di Roma, in primo grado, ha ribaltato la decisione della procura, che aveva chiesto l’assoluzione del politico di Gattinara per mancanza dell’elemento soggettivo del reato. La sentenza parla anche del divieto di un anno di ricoprire incarichi pubblici, una misura che – scrive Giuseppe Scarpa su Repubblica – diventerà effettiva solo in caso di condanna definitiva. 

Delmastro, rinviato a giudizio a novembre del 2023, è stato condannato con l’accusa di aver divulgato delle intercettazioni del militante anarchico Alfredo Cospito in carcere. Per la procura – rappresentata dai pubblici ministeri Paolo Ielo e Rosalia Affinito – non c’erano la consapevolezza o l’intenzione di commettere un reato, ma per i giudici il parlamentare ha violato il principio della riservatezza delle informazioni istituzionali. Il caso, quindi, non può essere archiviato. 

Secondo Repubblica, la difesa di Delmastro ritiene che la classificazione a «limitata divulgazione» delle informazioni raccolte in carcere non equivalga a segreto di Stato. Stando ai legali di Delmastro – gli avvocati Giuseppe Valentino e Andrea Milani –, le informazioni erano già note e la loro diffusione «non ha causato danni». Le motivazioni della sentenza, scrive sempre Repubblica, saranno depositate nel giro di novanta giorni. 

Su Facebook, Delmastro ha definito la decisione del tribunale di Roma «una sentenza politica» che «si commenta da sola». «Dopo che l’accusa ha chiesto per tre volte l’assoluzione – prosegue il sottosegretario alla Giustizia del governo Meloni – arriva una sentenza di condanna fondata sul nulla. Vogliono dire che le riforme si devono fermare? Hanno sbagliato indirizzo. Vogliono dire che il Pd non si tocca? Hanno sbagliato indirizzo. Io non ho tradito i miei ideali: ho difeso il carcere duro verso terroristi e mafiosi. Io non ho tradito! E gli italiani lo sanno. Attendo trepidante le motivazioni per fare appello e cercare un giudice a Berlino. E da domani avanti con le riforme per consegnare ai nostri figli una giustizia diversa». Delmastro non ha intenzione di dimettersi. 

Da parte di Fratelli d’Italia, per il momento, è arrivata piena solidarietà nei confronti del deputato. «Sono sconcertata per la sentenza di condanna del sottosegretario Andrea Delmastro, per il quale il pubblico ministero aveva inizialmente richiesto l’archiviazione e successivamente l’assoluzione. Mi chiedo se il giudizio sia realmente basato sul merito della questione. Il sottosegretario Delmastro rimane al suo posto», ha dichiarato Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, in una nota diramata circa mezz’ora dopo l’arrivo della notizia. «I tempi di reazione della premier dicono molto – scrive Monica Guerzoni sul Corriere –. Meloni non vuole lasciare spazio a interpretazioni. E vuole marcare la distanza tra il caso Delmastro e la vicenda giudiziaria di Daniela Santanchè». 

Carlo Nordio, ministro della Giustizia, si è detto «disorientato e addolorato per una condanna che colpisce uno dei collaboratori più cari e capaci. Confido in una sua radicale riforma in sede di impugnazione e rinnovo all’amico Andrea Delmastro la più totale e incondizionata fiducia. Continueremo a lavorare insieme per le indispensabili e urgenti riforme della Giustizia». Durissima, invece, la segretaria del Pd, Elly Schlein: «Delmastro è stato condannato per avere usato segreti di Stato contro le opposizioni. È una classe dirigente inadeguata. Meloni lo faccia dimettere, anziché continuare a mentire sui fondi alla sanità pubblica e a non fare nulla sulle bollette più care d’Europa».

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