
Alla vigilia delle elezioni, la Germania sta affrontando diverse sfide cruciali a cui i principali partiti in gara cercano di dare una risposta. Negli anni precedenti alla pandemia, la Germania si era affermata come locomotiva economica dell’Eurozona, registrando una crescita robusta e un’elevata competitività. Tuttavia, gli effetti della crisi sanitaria globale, la guerra in Ucraina e l’aumento della competizione globale hanno contribuito a un rallentamento economico significativo, segnando un trend preoccupante rispetto ai partner europei.
L’analisi del Cento per le politiche europee sottolinea come le strategie proposte dai partiti in corsa alle elezioni non sembrino offrire una soluzione strutturale alla crisi. Mentre Alternativa per la Germania (AfD) e i Cristiani Democratici (Cdu) puntano su tagli fiscali e deregolamentazione per stimolare l’economia, i Socialdemocratici (Spd) e i Verdi propongono una strategia basata su investimenti pubblici e incentivi per l’innovazione.
Tuttavia, resta incerto se queste misure saranno sufficienti a rilanciare la competitività tedesca e a contrastare le sfide globali, in particolare l’eventuale imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump.
Un aspetto cruciale emerso dallo studio è il ruolo di leadership della Germania nell’Unione Europea. Con un’economia strettamente interconnessa con il resto dell’Eurozona, il futuro della Germania influenzerà direttamente la stabilità e la crescita dell’intero blocco europeo. Il tasso di correlazione tra la crescita del PIL tedesco e quello dell’UE ha raggiunto livelli record, sottolineando l’importanza di una governance economica solida e lungimirante a Berlino. Secondo Poli «solo attraverso un’agenda politica chiara e riforme strutturali, Berlino potrà rilanciare la propria economia e rafforzare il mercato unico europeo di fronte alle sfide globali».
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