
Le notizie sull’avvio delle procedure per ritirare dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) gli Stati Uniti prima e l’Argentina poi sono apparse su tutti i giornali del mondo. Proprio ieri, mercoledì 5 febbraio, il presidente argentino Javier Milei ha ordinato al ministero degli Esteri di iniziare a muoversi in quell’ottica.
Un caso potenzialmente simile, più simbolico e limitato ma che ci riguarda da vicino, è accaduto in Lombardia, dove la Lega ha presentato in consiglio regionale una mozione che impegna la giunta «a sostenere il governo nella valutazione anche di un eventuale disimpegno dall’Oms dell’Italia qualora gli Usa persistano nella volontà di recedere» e «qualora non vi siano più le condizioni di sostenibilità economica per rimanervi».
Il testo, il cui primo firmatario è il consigliere regionale leghista Emanuele Monti, è stato approvato dalla maggioranza regionale, quindi anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia. La mozione è contraria alla posizione ufficiale di Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, che ha più volte ribadito di non voler uscire dall’agenzia delle Nazioni unite che si occupa di salute.
«L’Oms nei decenni passati ha svolto un ruolo essenziale nella prevenzione, nell’informazione e nella vaccinazione. Bisogna stare dentro e se mai provare a cambiare le cose dall’interno», aveva detto l’ex capo della protezione civile durante la trasmissione “L’aria che tira” su La7. Attilio Fontana, presidente della Regione, è spesso stato critico nei confronti dell’Oms – «ha dei limiti», ha detto il 28 gennaio – ma non ha mai sostenuto il ritiro in stile trumpiano: «Più che uscire, sarebbe opportuno cercare di cambiarla, cercare di darle un indirizzo diverso, meno più politicizzato e più scientifico».
Nel testo della mozione che accenna all’uscita dall’Oms c’è anche un passaggio sulla gestione della pandemia da parte dell’agenzia dell’Onu. «Le motivazioni principali a sostegno della controversa scelta degli Usa di attivare le procedure di uscita dall’Organismo includono: una cattiva gestione da parte dell’Organizzazione della pandemia di Covid-19, derivante da Wuhan (Cina) e di altre crisi sanitarie globali, una incapacità di adottare riforme urgenti e di dimostrare indipendenza dall’inappropriata influenza politica dei suoi Stati membri e una eccessiva richiesta di fondi», scrivono i consiglieri leghisti.
Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in consiglio regionale, ha definito la mozione leghista «uno schiaffo» a Bertolaso sferrato dalla sua stessa maggioranza. «Avevamo proposto loro – prosegue Majorino fuori dall’aula dopo la discussione – di sostenere le sue parole, questa volta molto condivisibili, pronunciate contro la scellerata intenzione della Lega di portare l’Italia fuori dall’Oms, sulla scia di quanto ha annunciato il presidente Usa Donald Trump. L’esito della votazione è stato chiaro: la maggioranza che governa non è disponibile a sostenere le affermazioni dell’assessore alla Sanità. In compenso hanno presentato e votato un testo alternativo pieno di ambiguità, buono per tutte le posizioni, con l’unico scopo di non mettere in luce le profonde divisioni della destra stessa».