Nella serata italiana di lunedì 10 febbraio, il Wall Street Journal ha rivelato l’indiscrezione secondo cui un consorzio guidato da Elon Musk sarebbe intenzionato a rilevare la sussidiaria non profit che controlla OpenAI. Il Ceo di Tesla e SpaceX, ora a capo del dipartimento trumpiano dell’Efficienza governativa, avrebbe presentato un’offerta da 97,4 miliardi di dollari.
Il consorzio di investitori, sottolinea il New York Times, include Vy Capital e X.AI (la società di IA di Musk), senza dimenticare Ari Emanuel, Ceo di Endeavor. Secondo Marc Toberoff, avvocato dell’imprenditore sudafricano, Musk avrebbe detto che è giunto il momento che OpenAI torni a «essere la forza open-source e orientata alla sicurezza che era un tempo».
OpenAI è un’azienda di intelligenza artificiale co-fondata nel 2015 da Sam Altman (rimasto Ceo) e lo stesso Elon Musk, che ha lasciato la charity nel 2018. Tra i prodotti più conosciuti dell’organizzazione ci sono ChatGPT e Dall-E. Direttamente dall’AI Action Summit di Parigi, Altman – che non è più in buoni rapporti con Musk – ha risposto su X all’offerta del suo ex socio in affari: «No grazie, ma compreremo Twitter per 9,74 miliardi di dollari, se vuoi».
Nei commenti, Musk ha definito Altman un «truffatore», mentre Andrea Stroppa (referente di Elon Musk in Italia) ha accusato l’informatico e imprenditore di Chicago di «aver tradito Elon e la missione originale di OpenAI. È ora di andare».
L’offerta di Musk potrebbe compromettere il business plan di Sam Altman, che punta a convertire l’azienda dietro ChatGPT in una società a scopo di lucro. Secondo il New York Times, i piani del braccio destro di Trump rischiano di complicare il tentativo di OpenAI di chiudere una raccolta fondi da quaranta miliardi – guidata dalla holding finanziaria multinazionale giapponese SoftBank – che raddoppierebbe il valore dell’azienda sul mercato. Altman e i dirigenti di OpenAI stanno lavorando da più di un anno a questa operazione, che potrebbe subire una brusca frenata a causa dell’offerta di Elon Musk.
