Cortocircuiti governativiNordio dice che il suo ministero non è coinvolto nel caso Paragon, ma l’opposizione chiede spiegazioni

Il ministro della Giustizia è intervenuto alla Camera sulla vicenda del software spia rispondendo a un’interrogazione di Italia Viva: ha difeso la Giustizia e la polizia penitenziaria. «Il Paese merita delle risposte e vanno date in Parlamento», ha detto Elly Schlein

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«Posso assicurare che nessun contratto è mai stato stipulato dal Dap o dalle dipendenti direzioni generali di Gruppo operativo mobile e Nucleo investigativo centrale con nessuna società privata. Le intercettazioni si fanno solo su autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Mai è stato stipulato nessun contratto con qualsivoglia società di qualsiasi tipo. Nessuna persona è mai stata intercettata da strutture finanziate dal ministero della Giustizia nel 2024 e nessuna mai intercettata dalla penitenziaria». Il ministro della Giustizia Carlo Nordio nega qualsiasi coinvolgimento del ministero della Giustizia e della Polizia penitenziaria sulla vicenda Paragon.

«Un pomeriggio di scintille, di nuovo, a Montecitorio. Si comincia con tre interrogazioni, è fitto di temi il question time, rispondono Nordio, Lollobrigida e Urso: ma i riflettori sono tutti per il Guardasigilli (anche su suicidi in carcere, riduzione del sovraffollamento, aumento delle capacità degli istituti di pena) e il caso Paragon su cui riesplodono le contraddizioni», scrive Repubblica, nell’articolo firmato da Conchita Sannino.

Parlando al question time della Camera riguardo la vicenda dello spyware, con il quale sarebbe stato sorvegliato il direttore di Fanpage, Francesco Cancellato e l’attivista di Mediterranea saving humans, Luca Casarini, Nordio ha provato a chiudere il caso: «La polizia penitenziaria non ha mai usato quel sistema».

Ma le parole del Guardasigilli non bastano a chiudere la questione. L’opposizione non ci sta e chiede maggiore chiarezza. «Su Paragon il governo cosa nasconde?», chiede la segretaria del Partito democratico Elly Schlein. «Con quel software, utilizzato esclusivamente da organi dello Stato, sono stati spiati giornalisti e attivisti italiani. È preciso dovere del governo fare chiarezza su chi e per quale motivo spiava, risposta che oggi lo stesso governo si è rifiutato di dare alle interrogazioni in Parlamento».

Matteo Renzi invece ha annunciato la richiesta di «accesso agli atti sulle spese per intercettazione di tutte le Procure della Repubblica». E i leader di Alleanza Verdi-Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che hanno incontrato più volte l’attivista Luca Casarini, uno degli spiati, hanno chiesto al governo se, tramite quel trojan, siano stati a loro volta spiati.

«Una Repubblica delle banane», accusa la sinistra compatta. «Il giorno prima Mantovano oppone il segreto su quello che il giorno dopo Nordio spiattella. Contorsioni, inadeguatezza o altro?».

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