A Kyjiv il 24 febbraioL’Europa dimostri di essere sovrana e padrona del proprio destino

L’eurodeputato e fondatore di Place Publique, Raphael Glucksmann, lancia un appello ai leader europei, invitandoli ad andare nella capitale ucraina nel giorno del terzo anniversario dell’aggressione russa per proclamare solennemente il sostegno al popolo che resiste e «per rimettere Zelensky in una posizione di forza dopo il tradimento americano»

LaPresse Associated Press/LaPresse Only Italy And Spain

Svegliare l’Europa. Adesso. Prima che sia troppo tardi. Non c’è nulla di più importante, di più urgente, di più vitale di questo. Svegliare un continente addormentato, che ha creduto di poter delegare la propria sicurezza a una potenza straniera e dimenticato che una città incapace di difendersi da sola non è né sostenibile né libera, ma destinata, prima o poi, a diventare solo un giocattolo o una preda.

Trump, Musk, Vance e i loro seguaci stanno voltando pagina sotto i nostri occhi, con una leggerezza indegna e una rapidità sconcertante, chiudendo così un capitolo di ottanta lunghi anni di storia. L’ombrello americano che ci proteggeva – e che, proteggendoci, ci rendeva vassalli – si sta chiudendo proprio mentre Putin e il suo regime fascista – sì, fascista – attaccano l’architettura della sicurezza europea. Mentre la guerra è solo all’inizio. Le nostre grida di sgomento non serviranno a nulla. È arrivato il momento di dimostrare che possiamo resistere da soli.

Il dibattito pubblico deve ora concentrarsi su questa domanda esistenziale: vogliamo – sì o no – costruire questa potenza europea sovrana, l’unica che ci permetterà di scrivere la nostra Storia? Ne avremo la forza e il coraggio? Non lo so. Quello che invece so con assoluta certezza è che, se non lo facciamo, altri scriveranno questa Storia al nostro posto. Senza di noi e a nostro discapito.

La decisione si prende adesso. I leader europei – quelli che non sono ancora passati al servizio di Putin e Trump – devono recarsi a Kyjiv il 24 febbraio e proclamare solennemente che l’Europa si è svegliata e che sosterrà l’Ucraina fino alla fine. Per tutto il tempo necessario – e soprattutto nella misura necessaria – per rimettere Zelensky in una posizione di forza dopo il tradimento americano.

Devono annunciare sul posto una grande risposta europea alla nuova realtà geopolitica, un piano che preveda: la confisca immediata degli asset pubblici russi congelati nelle nostre banche; un rafforzamento immediato delle sanzioni; l’applicazione senza cedimenti delle normative europee sul digitale contro le grandi piattaforme; la consegna immediata di tutto ciò che la resistenza ucraina chiede da mesi e mesi. L’annuncio di un prestito comune di cinquecento miliardi di euro per la difesa europea; l’impegno a riservare questi fondi alle industrie europee.

L’Europa deve dimostrare di essere padrona del proprio destino. Ora.

 

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